La Misericordia della Bellezza

Magdalena Lutka, Organista e Maestro di Cappella della Basilica Cattedrale di Jesi, racconta le emozioni dopo l'ascolto del CD contenuto nel volumetto Rachamim e le suggestioni offerte dalla lettura dei testi. Tutto a Laudem Gloria al Dio della Bellezza!
Autore:
Lutka, Magdalena
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Ho ricevuto un dono raro. Da qualche settimana sto scoprendo la sua bellezza, con gratitudine in crescendo. Dopo anni al pianoforte e all’organo, si può ancora cedere all’attrazione dell’Orizzonte! Anche questa è una grazia: che non vogliamo tornare indietro quando qualcosa promette un’avventura inesauribile. Ascolto, dunque, in pace, leggo e guardo.
Le Monache dell’Adorazione Eucaristica di Pietrarubbia (PU) hanno registrato recentemente il CD live che contiene dodici composizioni di una di loro, Suor Maria Danuta Giovanna della Misericordia, in secolo Danuta Conti, pianista e compositrice. Il disco esce con l’etichetta della Casa Editrice MIMEP-DOCETE, in coppia con il libro con dei commenti iconografici della Superiora della Comunità Madre Maria Gloria del Cuore Immacolato di Maria. Già il solo titolo cattura: RAHAMIM alle radici della Misericordia.
Seguo Madre Maria Gloria Riva che guida il lettore attraverso le visioni oranti delle opere di Auguste Rodin. Seguo le Monache che cantano e suonano diversi strumenti. E non posso non arrendermi alla verità delle parole pronunciate da Suor Maria Danuta Giovanna non molti giorni fa. Emettendo i Voti della Professione monastica temporanea, pregava: “La mia vita si consumi per il bene della Chiesa e dei fratelli nell’umile certezza di essere un frammento della Sua infinita Bellezza”, la Bellezza del Mistero, di Gesù presente nel Sacramento dell’Eucarestia.
Che audacia, che semplicità di coscienza: “sono un frammento”, “sono”! Perché sono, per Grazia!, nel grembo dell’infinita Bellezza Presente qui e ora, sono un frammento reale, concreto, operante. Perché so Chi è Colui che mi vuole dall’eternità e in ogni momento e per sempre. Perché sono certa di un compito, di una chiamata a cui rispondo. Nella musica di Suor Maria Danuta, su tutta la bellezza della sua arte musicale, su tutto il talento che Dio le ha donato, su tutta l’originalità professionale e la maturità, spicca una dote misteriosa. Nelle sue composizioni, nel cantare, nel suonare (pianoforte, violino), impera una nota rara: la verità. Ed è, credetemi!, una grazia consolante e confortante imbattermi su una vera umanità, tra noi artisti. Un’umanità libera dal giogo dell’ostentare, dell’esibirsi, del competere, del vendere… Da alcuni secoli ormai lo strisciante addestramento succhia la nostra umanità svuotandola del vero. L’apparenza ha sostituito l’Apparizione, il look ha soppiantato l’Icona, l’ornamento oscura il Segno, lo spettacolo ha preso posto del Sacramento, la soneria piace più della Voce cantabile del Verbo… La superficie agitata è stretta dalla macchia oleosa della paura. Ognuna delle Monache Adoratrici, invece, ha voluto incontrare l’essenziale nel silenzio adorante. Solo da questo silenzio può scaturire il canto. È davvero un grande dono per me, musicista, incontrare chi seguire, per, ancora un’altra volta, confermare e purificare la mia strada. Le Adoratrici ci ricordano che Dio Eterno Lavoratore crea ogni cosa per la vita, crea ogni cosa buona, bella, vera, crea ogni uomo molto bello… Non interpretano – ma profetizzano, non creano – ma scoprono, non cercano di farsi amare – ma amano. Non immaginano – ma odono e vedono. Servono. Non si fanno ammirare. Fissano, mirano Il Più Bello velato e svelato nell’Ostia. Da lì nasce il loro nome, il nome di ciascuna, il volto di ciascuna. Vale la pena cedere alla Divina Insistenza: “Ascolta!”, “Venite e vedrete!”.
Le Monache di Pietrarubbia lavorano con l’umiltà dello scultore: tolgono tutto quel che non è la verità del loro agire. Un’onestà, una lealtà, un’esperienza coraggiosa e profonda del vero desiderio del cuore, una ricerca instancabile che affonda nella materia musicale con la decisione dello scalpello consapevole, determinato, tenero e sicuro. Sentiamo armonie inedite, molto personali, eloquenti, ricche melodie originali e con reminiscenze ebraiche, polacche, ungheresi, armene, ritmi coinvolgenti e discreti, come lo è, appunto, qualcosa che ci si propone con amore: la verità. Davvero, gustiamo la Verità Misericordiosa. Nello sguardo appassionato sulla vita e l’opera di Rodin, nelle Poesie di Karol Wojtyła (riportate in polacco e in italiano) e nel brivido che vibra nelle melodie non troverete il sollievo ne la quiete pacificante: anzi, si riapriranno le domande fondamentali, quelle che fuggiamo per paura, pigrizia, intimidazione dilagante. Quelle domande che sono ferite salutari, aperte come bocche assetate e pronte a ricevere la Risposta.
Le voci soliste sono belle e rivelano bene le personalità delle soliste. Il coro prega. Ecco gli strumenti: il pianoforte, la cetra liturgica, il violino, la viola, il violoncello, il flauto traverso e quello diritto, l’arpa, le percussioni… Nel Monastero ne troverete ancora molti altri! Sentiamo canti in italiano, in ebraico, in polacco, in ungherese… Varietà inedita, stile unico, proprio delle autrici. Dodici toccanti composizioni introdotte dalle parole intensissime. Uno degli innumerevoli e vari gesti della Comunità Monastica delle Adoratrici dell’Eucarestia. La loro vocazione è adorare – portare alla bocca Gesù il Bellissimo, essere portate alla Bocca del Mistero Misericordioso dell’Amore. E, proprio con questo, loro sono quotidianamente educate alla bellezza, a partire da quella feriale (ordine, pulizia, casa…), attraverso la bellezza del parlare, ascoltare, la bellezza dell’amicizia, fino alla bellezza particolare della musica, dell’arte e alla somma bellezza della Liturgia. E sono investite dalla missione di educare, rieducare il mondo alla bellezza. Una primizia, oggi. Una minoranza creativa, come disse Papa Benedetto XVI. È questo il metodo umile di Dio: chiamare uno, una, Abramo, Maria, chiamare due, Giovanni e Andrea, chiamare i Dodici… E da lì, in duo con la libertà umana, ricreare continuamente la realtà.

Magdalena Lutka
Organista e Maestro di Cappella della Basilica Cattedrale di Jesi