Santa Maria Nascente

Da un bagno di cera ha preso forma e volto una stupenda Maria Bambina che ha allietato la nostra liturgia. Venerare la natività della Vergine adornando un angolo della propria casa con una statuetta in cera di Maria Bambina in fasce è molto antico. Santa Maria nascente è patrona di molte parrocchie e Diocesi in particolare quella di Milano.
Autore:
Monache dell'Adorazione Eucaristica
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La lavorazione della cera è sempre affascinante, ma quando la lavori per un statua destinata al culto sperimenti una grazia in più.
Abbiamo confezionato una Maria Bambina per la nostra Comunità. Abbiamo usato, come vuole la tradizione, la cera di un vecchio cero pasquale. La cera cioè davanti alla quale si sono elevate preghiere, si sono accompagnati riti liturgici: dalla Veglia Pasquale alla Messa domenicale, dai battesimi ai funerali. Mentre la si lavora risuonano nel cuore le parole dell’Exultet pasquale che veniva del resto chiamato Laus cerei:

In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode,
che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri,
nella solenne liturgia del cero,
frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce.
Riconosciamo nella colonna dell’Esodo
gli antichi presagi di questo lume pasquale
che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio.
Pur diviso in tante fiammelle non estingue il suo vivo splendore,
ma si accresce nel consumarsi della cera
che l’ape madre ha prodotto
per alimentare questa preziosa lampada.
Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero,
offerto in onore del tuo nome
per illuminare l’oscurità di questa notte,
risplenda di luce che mai si spegne.
Salga a te come profumo soave,
si confonda con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso la stella del mattino,
questa stella che non conosce tramonto:
Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti
fa risplendere sugli uomini la sua luce serena
e vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

Un cero così non lo si può distruggere può solo diventare altro, trasformarsi, trasfondere in altri oggetti la potenza salvifica e sacramentale di cui è stato strumento nella sua origine.
Così lavorato e colato in uno stampo che riproduce il volto di una Maria Bambina del 1800 ecco che il cero prende forma, ci guarda.
Lisciato poi trattato con una particolare cipria, il volto è pronto per essere dipinto. Dipingere gli occhi emoziona. Non ci piacciono gli occhi di vetro. Perché dipingere un occhio è una vera arte, e ti obbliga a pregare a chiedere al buon Dio la luce per permettere che questi occhi vedano, guardino i peccatori e i santi, i fedeli e i lontani, i credenti e gli atei, i bambini e i vecchi, gli adolescenti e i giovani; i padri e le madri, i sacerdoti e i consacrati. Che tutti possano essere guardati dalla misericordia. Il risultato è sempre una sorpresa anche per chi dipinge. E non è mai uguale. Lo stampo è lo stesso, talora lo stesso stampo si usa per Gesù e per la Madonna (memori della verità annunciata da Tertulliano e ripetuta da secoli: caro Christi caro Mariae), eppure ogni volta è un volto diverso uno sguardo diverso.
Il volto della statuina va poi montato in un corpo che, per il modello detto «monachino» cioè quello di Gesù Bambino o della Maria Bambina fasciati fino alle spalle come si usava un tempo, solitamente è di gomma piuma e cartone. Una volta terminato la costruzione del copro è la vota del rivestimento.
L’abito di Maria Bambina è una seconda opera d’arte. Qui la collaborazione diventa corale: chi cerca le stoffe migliori, chi si impegna nel ideare il modello, chi cerca swarosky o bigiotteria per impreziosire il lavoro. La classica Maria Bambina ha un abito bianco di seta, con un bavaglino che può essere di seta liscia o di un tessuto lavorato a nido d’ape. Può avere le iniziali mariane A M con gigli e orse oppure non-ti-scordar-di- me, ma può essere realizzato in mille altri modi. In Messico la Maria Bambina è vestita da sposa: è piccola, è neonata, ma è già la Sposa del gran re. La nostra Maria Bambina veste di rosa perché è il rosso della carità di Dio trasfigurato dalla luce della grazia, è il colore delicato della primavera e dei fiori più graziosi.
Abbiamo aggiunto passamaneria verde e argento perché sono altri due colori simbolico: il verde è la vita e Maria è la nuova Eva (Eva - Ivvà in ebraico - significa vita); l’argento è il colore della luna, Maria non è una dea, ella brilla di luce riflessa, ella reverbera la luce del vero sole che è Cristo. Per questo nell’iconografia della Vergine Immacolata, la luna non manca mai.
Un’altra sorella s’impegna a confezionare il lettino. Nel lettino, solitamente bianco, è bene riprendere qualcosa dell’abito di Maria, si correda il tutto come farebbe un Madre che appronta la culla del proprio neonato coordinando i colori dell’ambiente con le tutine del Bambino.
Il risultato è straordinario: una bellezza fragile eppure intensa, uno sguardo pieno di dolcezza che però ha la capacità di penetrarti nel cuore. Il Mistero ti guarda. Sì è un’opera fatta dalle tue mani, ma confezionata tra una preghiera e l’altra tra un sacrificio e l'altro, tra un’invocazione rivolta a Dio e la certezza che nulla andrà perduto di ciò che si fa per amore.

PREGHIERA A MARIA BAMBINA

O graziosa Bambina,
nella felice tua nascita hai rallegrato il Cielo,
consolato il mondo, atterrito l'inferno;
hai recato sollievo ai caduti, conforto ai mesti,
salute ai malati, la gioia a tutti,
Ti supplichiamo:
rinasci spiritualmente in noi,
rinnova il nostro spirito a servirti;
riaccendi il nostro cuore ad amarti,
fa' fiorire in noi quelle virtù
con le quali possiamo sempre più piacerti.
O grande piccina Maria, sii per noi "Madre",
conforto negli affanni, speranza nei pericoli,
difesa nelle tentazioni, salvezza nella morte.
Amen