«Carissimo Magdi, la Chiesa ti sarà sempre madre»!

Non posso dimenticare la passione con cui Magdi ha mostrato di conoscere ed amare la Chiesa al di là e al di sopra delle sue vicissitudini storiche. E ora questa notizia arriva a contraddire alla radice cinque anni di cammino, anzi sei, considerando quello in preparazione al battesimo. Di questi anni almeno di due sono testimone e certifico la serietà che lui e le persone allora coinvolte, e prima di tutti Benedetto XVI, hanno avuto nell'affrontare quel passo.
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Non posso fare a meno di pensare, di fronte al gesto del mio amico Magdi Cristiano Allam, a un'opera incredibile di Jean-Léon Gérôme. Siamo al Calvario nell'assolata ora pomeridiana: le tre del pomeriggio. Siamo sulla cima del calvario e non c'è più nessuno. Gérôme non ci permette nemmeno di vedere le croci, tutto ciò che rimane di Cristo é un’ombra. Gli altri, il corteo degli spettatori, evidenziato da Luca se ne sta andando, lo vediamo già scomparire dietro il curvare della strada che abbraccia il monte.
Non è rimasto più nessuno e di fronte a un Messia che muore così, rimbalzano solo le considerazioni sterili di chi non accetta questo scandalo.

C'ero anche io quella notte in San Pietro, quando nella tensione generale, un mussulmano diventava cristiano. Sono stata con Magdi e con sua moglie anche dopo, quando i riflettori si sono spenti e, ospite a casa loro, ho gustato la bellezza di quella prima ora da cristiano.
Sono stata vicino a Magdi nelle ore del suo trionfo, ma anche nelle ore del suo oblio, quando tutti lo hanno dimenticato, quando ha cessato di essere un personaggio televisivo di essere seguito e letto da molti. C'ero anche lì, con fedeltà, e certifico la bontà del suo cammino, la serietà messa in campo da coloro che lo hanno seguito verso il grande passo. Certifico la passione con cui Magdi guardava alla Chiesa di Cristo, al di là e al di sopra degli schieramenti o delle vicissitudini della storia. Guardo a tutto questo e non mi spiego come mai anche in questa Pasqua 2013 il calvario sia così deserto, come mai il mio amico non sia con me, fianco a fianco a celebrare la Pasqua del Signore.

Questo dipinto di Gérôme è illuminante: là su quel Calvario non è rimasto più nessuno.
Quello che resta, se l’esperienza religiosa non è portata fino in fondo, è una proiezione del Cristo, un’ombra. La verità del Cristo è che nell’ora della sua morte non c’era nessuno dei suoi discepoli. Non c'era neppure Pietro. Sotto la croce c'erano unicamente la Madre, Giovanni, la Maddalena e alcune altre donne.
Quanto grande appare, vista da questa angolatura, la fede di Maria, quanto grande appare la fede di Giovanni! Essi più di noi potevano dissentire dal comportamento di quegli undici, tutti inattendibili, tutti codardi, tutti traditori. Più di noi potevano abbandonare quella Chiesa nascente per affermare una purezza di fedeltà a Cristo che solo essi nei fatti - e non nelle parole - avevano vissuto.
Non l’hanno fatto e li ringrazio: ringrazio Giovanni, Maria e la Maddalena che hanno continuato questa assoluta fedeltà a Cristo. Essi sono rimasti anche dopo, sotto la croce, obbedendo a Pietro come Cristo. Non si sono scandalizzati di Pietro, come non si sono scandalizzati della croce di Cristo.
Non capisco il gesto di Magdi, ma grazie al suo gesto capisco più a fondo lo scandalo della croce, scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani, ma per i credenti sapienza e potenza di Dio. Capisco che anche chi sta a capo può sbagliare, ma chi obbedisce, non sbaglia mai, perché accetta su di sé la logica di Cristo che è quella della croce, scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani.