Cinquant'anni d'amore

Annunziata, per tutti Tina, domani farà il suo ingresso al noviziato. Una felice coincidenza con l'anniversario delle nozze d'oro dei genitori, festeggiate lo scorso 21 aprile. Due amori diversi che coronano la medesima fedeltà di Dio
Autore:
Giacometti, Annunziata
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Ecco,
di nuovo davanti a Dio
come quel giorno lontano, o forse solo ieri,
gli occhi che si cercano
e ancora si ritrovano a sorridere,
la commozione di un ricordo ancora vivo
di un incontro inaspettato,
le mani che ancora si vogliono
e faticano a donarsi un’altra fede,
lampi fugaci di un amore vero
voluto, difeso, cresciuto.
Donato.
Anche il tempo soggiace e si ferma a guardare …
Non è ieri non è domani.
È solo un sospiro leggero
Promessa di eterno convito.


Sabato 20 aprile u.s., nel vespro di domenica 21, i miei genitori hanno ringraziato il Signore per 50 anni di vita insieme. Hanno voluto sublimare quel momento con la sola celebrazione in chiesa di una Santa Messa, inserita in quella parrocchiale, senza banchetti o festeggiamenti diversi.
Nella loro semplicità hanno voluto riportare tutti e tutto all’essenza di un Sacramento che, purtroppo, oggi troppo spesso viene svuotato del suo significato reale e sublime: è Dio che, in un giorno di 50 anni fa, ha benedetto sacramentalmente una unione voluta da due creature, che l’amore umano aveva unito e Lui consacrato. La loro, come quella di tante altre coppie sconosciute alla massa, ma ben note a Dio, è la testimonianza vivente che l’amore umano, pur nelle sue fragilità, quando è proiettato verso l’unica Fonte che mai cesserà di zampillare, potrà resistere al tempo ed alle inevitabili difficoltà della vita. Le fedi, che con amore il figlio Francesco aveva preparato per loro, se le sono scambiate, aiutati da noi figli, con la tenerezza di cinquant’anni fa. Il tempo, benché abbia lasciato una pesante impronta sulla loro salute, non li ha mai divisi. Il cuore e l’anima sono rimaste quelle create dall’Amore di Dio fin dall’eternità, ma i corpi mostrano i segni di una stanchezza che cresce ad ogni istante di più, e che anela alla libertà della gioia eterna.
Con la loro preghiera silenziosa, hanno ringraziato il Signore per tutti i doni di cui li ha ricolmati nella loro vita, per i figli che ha voluto donargli e le nipotine, una ancora nel grembo della nuora Marina. Si sono presentati al cospetto di Dio con i frutti della loro vita semplice e di sacrificio: un figlio felicemente sposato e con una famiglia in crescita, ed una figlia che il Signore ha voluto chiamare ad una consacrazione religiosa. Non sono mancate sofferenze e difficoltà, ma tutto è stato sempre vissuto nel totale affidamento alla divina Provvidenza e superato con la volontà, ferma di giungere alla meta. Adesso, che l’età e la malattia lasciano segni dolorosi, quella meta agognata si fa sempre più luminosa ed anticipa una Luce che non tramonta ed una Gioia eterna.
San Paolo ci ricorda che saremo giudicati dall’amore che avremo dato: credo che le loro mani siano piene di petali d’amore raccolti in una vita intera.
Grazie mamma e papà, perché in un mondo dove trionfa sempre più l’egoismo ed il relativismo, voi avete ancora il profumo celestiale del dono di se, gratuito e senza riserve. Per sempre.