La Madre, le madri

Una riflessione, una preghiera, un accorato desiderio di bene per tante madri in cui si riflette la Vergine Madre: pensieri di Tina davanti al Bambino Gesù
Autore:
Giacometti, Annunziata
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Abbiamo da poco celebrato il Natale di nostro Signore Gesù Cristo e siamo ancora nella ottava dei festeggiamenti. In Monastero è uno dei momenti liturgici in cui ci raccogliamo maggiormente nel silenzio e nello stupore di questo evento antico e attuale che si ripete ogni anno: Dio non è ancora stanco di abbracciare la fragilità della nostra carne per poterci elevare alla Sua Magnificenza. Le celebrazioni sono solenni e degne di un Re, qual è il nostro Signore. I canti ritornano alla melodia del Gregoriano, che nei secoli ha scandito la vita di ogni religioso, elevando lo spirito e l’anima a Dio, cantando le sue lodi. Il nostro Gesù Bambino, come tutti quelli che realizziamo nel nostro laboratorio, è di cera e sembra guardarci dall’altare e dire «Vuoi prendermi un poco fra le tue braccia? E amarmi come tutti i bambini del mondo desiderano, essere amati? Guarda la mia pelle rosea, i miei capelli fulvi, i miei occhi azzurri … e non pensare, per un attimo, al mio destino, ma stringimi forte a te, vicino al tuo cuore, perché Io possa sentirlo e placare il mio pianto di Bimbo».

Il nostro presepe, proprio sotto la capanna di Gesù Bambino, ha una sorgente dalla quale sgorga un’acqua che rimanda a quella Fonte di Vita, che è Cristo stesso. Accanto al presepe un albero improbabile, perché quasi sospeso tra cielo e terra, che ricorda la scala di Giacobbe e unisce i nostri bisogni materiali e umani alla spiritualità e trascendenza che il Signore ci chiede. A quest’albero infatti sono appesi moltissimi foglietti multicolore sopra ci sono i nomi di coloro che con il loro sostegno, spirituale ed economico, di amicizia e di simpatia ci hanno aiutato a servire il Signore e ad adorarlo tutti i giorni nel Santissimo Sacramento.

Sono giorni in cui preghiamo per tutti, e in particolare per chi soffre, per chi non crede, per chi ci ha già preceduto nella contemplazione dell’eternità di Dio, per le nostre famiglie a volte lontane fisicamente, ma tutto e tutti sono filtrati dal piccolo Volto di Gesù Bambino. Siamo tutte chiamate alla preghiera d’intercessione comunitaria, ma anche personale, in un dialogo intimo gradito a Dio.

E proprio nell’ascoltare le letture che la Liturgia ci propone in questo periodo: Giuseppe che non riusciva a trovare un alloggio per Maria in procinto di partorire perché non c`era posto per loro nell’albergo (Lc 2, 7); Giuseppe che, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto (Mt 2, 14), paese straniero, per salvare il Bambino dalla morte, mi sono venute in mente le immagini di innumerevoli altre madri con bambini, anche loro - come Maria - extracomunitarie, costrette dalla fame o dalla guerra a fuggire dai loro paesi di origine e rifugiarsi altrove. Ho negli occhi e nel cuore i loro volti spaventati: madri che stringono al petto le loro piccole creature; madri che, rimaste a casa, non hanno più notizie dei loro figli, senza sapere se il mare li ha inghiottiti e se un giorno potranno riabbracciarli. In quei volti, in quegli abbracci protettivi, in quel dolore muto e inesprimibile rivedo la Vergine Maria, nel suo essere Madre di Luce nel mistero della nascita del Figlio e Madre di Dolore nel silenzio della Croce.
Allora mi piace affidare tutti queste madri a Lei, perché anch’esse che ora le sono unite nella fatica e nel dolore, saranno anche con lei nell’esultanza della Resurrezione.

Ecco, piccolo Gesù Bambino che mi guardi con i tuoi occhi di Dio: benché possa stare tutta nella tua manina, per un momento, lascia che ti possa toccare, stringere al cuore e sussurrarti piano parole di preghiera per tutti coloro che soffrono, per tutti coloro che piangono, per tutti coloro che non amano, che non sperano, che non credono, per tutti coloro per i quali la vita non è che un soffio breve incapace di approdare all’eternità.
Affido al Cuore Immacolato della tua e nostra Vergine Madre tutte le madri del mondo, perché possano trasmettere ad ogni figlio che nasce la consapevolezza che solo di amore l’uomo ha bisogno per essere vivo ed essere felice, dell’Amore di Dio, e al tuo Sacratissimo Cuore, mio piccolo Gesù, mio Dio e mio Re, tutta questa umanità sofferente.


Guarda un video sulla Sira e sulle madri siriane, Siria tragedia senza fine: