Camminare nel Signore
Gli apostoli, con le loro storie di comunione e di divisione sono per noi una continua fonte di ispirazione. Soltanto nel momento in cui hanno camminato nella certezza uno dell’altro, non «senza» il Signore, ma ciascuno «nel» Signore il loro andare è diventato un vero cammino di comunione.
Strano parlare di comunione affrontando un tema iconografico dal titolo Divisio Apostolorum. Eppure è proprio in questa divisio che nasce la Chiesa come mistero di una unità in cammino! L’evangelista Matteo, che tanto ha a cuore la comunità dei discepoli, termina il suo Vangelo con questa espressione sintetica e incisiva: Andate e predicate il Vangelo ad ogni creatura, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (Mt 28,19). Anche Marco afferma che, dopo l’ascensione, essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano (Mc 16,20).
Sono proprio questi i versetti che originano il fortunato soggetto iconografico dell’Addio degli Apostoli. Le tensioni registrate fra loro durante i tre anni di conoscenza di Gesù erano state utili a comprendere che l’unità vera può esserci sono in un cammino di accettazione delle diversità. Anche gli eventi della passione, dove tutti, tranne Giovanni, avevano abbandonato il Maestro, li ha resi più consapevoli della loro fragilità e ora eccoli qui, pronti al cammino più importante della loro vita: annunciare al mondo il Vangelo, come il loro Maestro, ma senza di Lui. O meglio con lui nel cuore.
Un anonimo austriaco immortala la scena della Divisio Apostolorum entro lo scorcio vertiginoso di una montagna rocciosa. La parte centrale della tela è costituita dal vuoto entro il quale, sinuoso, s'indovina un sentiero. Tutta la scena è ripresa dal basso quasi a voler sottolineare il cammino di ascesi che sta alla base di questa comunione. È il cammino della fede, impervio, nascosto eppure fecondo di bene. Lo s'intuisce dallo scenario sullo sfondo, che anacronisticamente già raffigura una chiesa con il solido svettare del suo campanile.
Disseminati qua e là nella tela vediamo gruppi di apostoli, alcuni già si stanno allontanando, altri in primo piano si congedano fra loro. A sinistra Giovanni saluta il fratello Giacomo, riconoscibile dal bastone e dalla capa santa: la conchiglia di Compostela fissata sul cappello. Il primo raggiungerà l’Asia minore, Efeso: il secondo sembra che si sia diretto verso la Spagna, prima di far ritorno a Gerusalemme e incontrare il martirio. Dall'altro lato Pietro si congeda, invece, con l'apostolo Paolo. Se Pietro è riconoscibilissimo per l'enorme chiave che regge nella mano sinistra e alla quale si appoggia come un bastone, di Paolo non scorgiamo alcun attributo. Tuttavia lo scambio d'intesa tra i due è visibile e struggente: le sorti della Chiesa sono affidate ai passi difficili eppure certi di questi due giganti della santità.
Il particolare di questa opera d’arte, come altre che riproducono lo stesso tema, ci è di molto aiuto. Essa ci insegna, proprio a partire dall’atmosfera cupa, dal cammino impervio, dai volti veritieri non idealizzati degli apostoli eppure circondati dall’aureola, che il cammino vero, fatto insieme, nasce dalla consapevolezza delle proprie fragilità e dalla certezza che ciascuno è mosso dallo spirito Santo per l’utilità comune. E non semplicemente «nonostante» i propri limiti, ma spesso proprio a partire da essi. C’è, non di rado, un dispendio grande di energie, impiegato nel voler emergere, nel voler guadagnarsi uno spazio personale di riconoscimento, invece è proprio nel servizio gratuito e disinteressato che la comunità si edifica e cammina. Questo raccontano i due che si sono fermati ad abbeverarsi a un fonte d’acqua che zampilla dalla roccia. Essi incarnano quell’insegnamento del Signore secondo il quale ogni operaio ha diritto alla sua mercede e che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio. Così, gli apostoli, con le loro storie di comunione e di divisione sono per noi una continua fonte di ispirazione. Soltanto nel momento in cui hanno camminato nella certezza uno dell’altro, non «senza» il Signore, ma ciascuno «nel» Signore il loro andare è diventato un vero cammino di comunione.
Immagine: Anonimo Austriaco, Divisio Apostolorum (particolare) 1530, Sammlung des Bischöflichen Ordinariats, Linz.

