Andar «MusiComunicando»

Intervista alla nostra amica Magdalena Lutka fondatrice del Laboratorio di linguaggio musicale per la Scuola d'infanzia dal significativo titolo di MusiComunicando
Autore:
Lutka, Magdalena
Fonte:
CulturaCattolica.it
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- Educare i piccoli alla musica per educarli alla vita. Tu Magdalena svolgi questo con professionalità da diversi anni ormai…

L'uomo è capace della musica. Vive dal primo giorno, si muove, incontra altre persone, eventi, cose, opera nel tempo e nello spazio pervasi da vitali pulsazioni, da stimolanti movimenti ritmici con cui sincronizzarsi, da linee melodiche simili a delle strade da seguire e percorrere, da armoniose strutture sonore in cui orientarsi ed interagire con la realtà. Interagire e dialogare con le voci dell'essere è una delle nostre esigenze elementari. La musica, in quanto linguaggio primo e ultimo di questo dialogo, non è un lusso, ma una necessità vitale. Dalla prima infanzia abbiamo sete e fame della cordiale e carnale esperienza musicale, di una immersione rassicurante, attiva e infine dominante, nello sconfinato elemento sonoro e coreografico del reale.

- Nella Parrocchia San Giuseppe di Jesi tieni con tua sorella Bozena Lutka, il Laboratorio di linguaggio musicale per bambini dai due agli otto anni.
Il mio Laboratorio di linguaggio musicale "Musicisti per natura" risponde a questa urgenza esistenziale ed educativa, che noto evidente e sempre più preoccupante. Ci incontriamo tutti i martedì alle ore 16,00, nella sala con il pianoforte. La Domenica 31.gennaio abbiamo offerto alla Parrocchia e alla Cittadinanza un bel Concerto, sponsorizzato da Edil Sistem. Ci ha onorato con la presenza e l'ispirata parola Sua Eccellenza Monsignor Vescovo +Gerardo Rocconi.
Il nostro lavoro durerà tutto l'Anno scolastico. Per il giorno 6 giugno prevedo il Musical finale, magari in uno dei teatri della Città. Le lezioni finiranno gli ultimi giorni di giugno, per riprendere all'inizio di settembre.

- Cosa significa per te e per Bozena lavorare con i bambini?
La profonda conoscenza della reale natura della musica ha provocato in me una naturale sintonia, una reale sincronia con gli alunni, su ogni grado della loro età, sviluppo, capacità, volontà. Così nel mio Laboratorio: unico è l’ideale, ma differenziati i livelli di apprendimento e gli strumenti didattici. Coinvolgente il materiale didattico: musicale (canti accompagnati al pianoforte, le stesse melodie arrangiate in modo da farle suonare ai piccolissimi pianisti, filastrocche rap, ecc), coreografico (la Ritmica applicata, condotta da Bozena Lutka), iconografico (illustrazioni della storia, con elementi della scrittura musicale), ludico (giochi musicali, giocattoli vari). Tutto è stato creato interamente da me e per sua natura aperto ad infiniti approfondimenti.

- Insegni solo ai bambini?
Ho studenti di tutte le età. Negli ultimi 24 anni ho avuto in classe anche i bimbi di un anno e mezzo, due anni. Da allora raccolgo l'esperienza di questo lavoro particolare: il frutto sarà, spero presto, l'edizione del mio Metodo MusiComunicando.
Il Laboratorio è stato sperimentato nelle varie Scuole materne dell'Emilia Romagna e delle Marche. Si svolge di solito su tre livelli: Primo livello per i bimbi di due-tre anni, Secondo livello: quattro-cinque anni, Terzo livello: cinque-otto anni. Il ciclo dell'Anno scolastico culmina con il Musical finale in maschera: il colorato, illuminato ed animato Concerto di 34 In-Canti, in più filastrocche, racconti, proiezioni delle immagini. Viene anche allestita la Mostra delle illustrazioni delle nostre avventure musicali, e la Galleria fotografica che documenta gli eventi dell'Anno scolastico.

- Questa tua esperienza si può diffondere ed “esportare”?
Ora lascio crescere il nostro piccolo "granello di sènapa" nel bel suolo della Parrocchia, sotto l'occhio benevolo e vigile di Don Giuliano Fiorentini.
Il Progetto è comunque aperto anche ad altre realtà: centri di riabilitazione dei bambini disabili, reparti ospedalieri pediatrici, comunità delle famiglie con difficoltà, oratori... Del resto è già stato sviluppato e diramato verso la Scuola elementare, la Scuola media, le Scuole superiori.
Nutro il desiderio di creare nel futuro un Centro di formazione per maestre ed educatrici. Intanto propongo le mie competenze ed esperienze ai Licei socio-pedagogici, in forma di stages, per coinvolgere i futuri maestri delle Scuole d'infanzia e delle prime classi delle Scuole elementari.

- Dici spesso: "venite e vedete!". Prova a sintetizzarci l’esperienza.
Il mio lavoro si basa sulla sinestesi: gli allievi si accorgono con stupore che "vedono il colore" dei suoni e "sentono il suono" dei colori. L'esperienza della musica comincia dalla familiarità con il silenzio e continua con la percezione del suono, delle forme, dei colori e della luce, del tempo e dello spazio. Evoca e provoca l'azione con la sua pulsazione, con il suo ritmo, la sua tensione, lo scopo.
Do precedenza alle modalità di mimesi: ascolto, osservazione, imitazione, immedesimazione. Tutto ciò costituisce la base della memoria profonda. Presto i bambini diventano pronti all'autonoma scoperta del dato, al ragionamento, all'apprendimento successivo della "grammatica" musicale. E anche allo studio di uno strumento.
Le Lezioni-In-Canto, possibilmente di trenta minuti, con otto bambini per Sezione, sono episodi di una fiaba simbolica in musica. Le parole, i colori, le immagini, i movimenti, gli oggetti alludono all'ipotesi del significato oggettivo, misterioso e comunicabile, presente in ogni suono artistico o naturale.
Condivido con i miei alunni un'avventura di vita in suoni. Protagonisti nei "luoghi che non si vedono, ma si sentono", coinvolti nella trama del percorso, con gioia imparano gli In-Canti e i Melo-Moto (giochi animati melo-metro-ritmici), manipolano con piacere giocattoli e piccoli strumenti, toccano, esplorano, usano la tastiera di un pianoforte, colorano e creano le illustrazioni, creano assieme a me il Musical in maschera...
Sono bambini delle Scuole d'infanzia e delle prime classi delle Scuole elementari: l'audace Ciurma sul Gran Veliero Sonante, o sul Veliero Cantilero, oppure sulla Navetta Nuvoletta... Corriamo insieme incontro a... noi stessi!, perché sempre più incuriositi dalla realtà. Emerge presto l'innato senso musicale, come un affascinante castello all'orizzonte. Le sue vetrate illuminate invitano. Il pieno dei colori si rivelerà dal di dentro..., alla luce del Sole. Presto si desterà un'ulteriore esigenza: quella di spalancare le finestre e la porta del nostro Castello Musichè alla totalità del paesaggio e all'incontro con amici.

- Ai bambini domandi spesso: "a che cosa serve la musica?"...
I nostri concerti, l'insegnamento, le opere educative, sono campo di costante verifica dell'identità della musica. Prima di essere arte e mestiere, essa è linguaggio, espressione naturale del ritmo, delle linee del movimento, dell'armonia del nostro vivere. Proviene dal tono della voce, "colonna sonora" che sostiene e rivela la credibilità della parola. Se ci apriamo alla totalità dei suoi fattori, troviamo tra le mani il microcosmo di segni corrispondente al macrocosmo della realtà in tutte le sue dimensioni. Due misteri speculari: la realtà - e la musica. Davanti e dentro stanno i bambini con le loro mille domande.