L'Allegretto da cui sgorga la domanda

ovvero, provocazioni e risposte a partire dalla Sinfonia n°7 di Beethoven
Autore:
Chiantera, Angelo e Zuntini, sr M. Karola
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "L'angolo della musica"

Carissime Sorelle,
il 2° movimento della Settima di Beethoven mi suscita nel cuore domanda, dolore, risposta ed ancora domande inesauste di senso, di destino. Attesa, evidenza, illusione, dolore ed ancora attesa.
George Pretre così la diresse (Vienna 2009).
Ed all'improvviso dalle profondità dell'Io sgorga impetuoso il grido di Max Reger...
...a rivivere la Passacaglia Bach, innamorato dell'incredibile Sacrificio della Trinità
Che tumulto nel cuore, davanti all'Essere! Mi aiutereste a trovare ondate d'arte che vivano degli stessi sentimenti? Leopardi? Van Gogh?
Un carissimo saluto
Angelo

Caro Angelo,
grazie per averci dato la possibilità di ascoltare pezzi così sublimi e rifletterci sopra!
L’ascolto di Beethoven mi ha commossa: credo che quando si giunga a comporre musiche di tali altezze si “veda” Dio…del resto, guardando il direttore d'orchestra, lo si intuisce facilmente, egli dirige con l'espressione del volto, non muove eccessivamente le mani. Le note mi hanno suggerito la celebre poesia di Leopardi: Il Canto notturno di un Pastore errante nell'Asia, infatti in questa poesia il poeta si domanda il senso delle cose, il perché della vita; lui lo fa nel silenzio della notte, guardando le stelle, ma il cuore dell'uomo è sempre lo stesso, ovunque si trovi.Noi ricorriamo alla musica per spiegare il Mistero delle cose, per ridestare la domanda di infinito...Caro Angelo, solo attraverso l'Essere si spiega l'essere! L'infelicità scaturisce da uno struggimento non appagato, in quanto l'uomo aspira all'eternità. Dio esiste per essere Colui che è, questa è la sua definizione. O meglio: IO SONO QUI, adesso, ora, in questo momento che leggi. E se Dio è qui io non sono solo: il Mistero dell'universo è spiegato, perché se Dio si scomoda per stare con me vuol dire che mi ama: io valgo ai suoi occhi, malgrado sia solo una creatura; ma questa creatura - questa canna pensante direbbe Pascal - ha un'anima, può pregarlo ed adorarlo, con tutto l'affetto del suo cuore, allora si stabilisce una comunione fra il cielo e la terra, fra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo.

Il grido di Reger mi ha fatto pensare all'Urlo di Munch, opera simbolo dell'angoscia e dello smarrimento,il cielo stesso si tinge di striature insanguinate...è lo sguardo di un uomo spaventato, che suscita terrore, per quella bocca spalancata che, muta, urla e per quel volto a forma di teschio. Eppure, in un dipinto drammatico come questo, non si giunge alla disperazione, infatti non vi sono solo curve labirintiche di fronte al cammino dell'uomo: il ponte è diritto, è una strada; vi è una luce su quella strada.Esiste una via per superare l'angoscia. Un Uomo si è proclamato Via, ossia strada; Egli sapeva che spesso l'uomo insegue una meta senza conoscere la via.
La strada: ecco l'evidenza di cui parlavi, Angelo; la via c'è!
Allora il Sacrificio della Trinità è doloroso ma anche lieto, perché per questo uomo che prega, che adora, che cerca fino a tingere di sangue il firmamento, Dio si sacrifica. Passacaglia: deriva dallo spagnolo, e significa passare la calle, passare la strada! Cristo si è fatto calpestare il corpo perché l'uomo attraversasse la vita. Ascoltando questo brano così intenso si respira un'aria di certezza: la fatica della ricerca culmina nella gioia della Fede.