La luna dell'Immacolata

Un articolo nostro apparso anche su Avvenire, per raccontare dell'insolita luna che campeggia nell'abside della Cappella Paolina in Roma. Un testimone "super partes" che attesta la simpatia della Chiesa per la scienza e le scoperte che rivoluzionano cultura e pensiero.
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Tra i simboli ricorrenti nelle nostre chiese uno dei più famigliari è senz'ombra di dubbio la luna che, collocata sotto la Vergine Maria, campeggia indisturbata in mille affreschi, o statue o mosaici. L'astro argenteo che brilla di luce riflessa e non propria, era considerato già nella tradizione ebraica simbolo del popolo di Dio, chiamato ad illuminare il mondo offrendo il riflesso della luce purissima del Creatore. Nell'Apocalisse, la Chiesa è presentata come una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di dodici stelle. Ben presto il sensus fidei del popolo di Dio ha riletto il simbolo alla luce del mistero della Vergine Maria, andando a influenzare tutta l'iconografia legata alla Madonna. Le apparizioni della Virgen Morena di Guadalupe (1531) offrirono al mondo una comprova autorevole di questa rilettura popolare. Tuttavia, guardando a questo simbolo mariano, difficilmente si nota un fatto particolare: non sempre la luna si trova nella medesima posizione. Nella Vergine di Guadalupe, come in altre immagini, la luna è calante, (gobba rivolta verso il basso) segno della purezza della Vergine che contrasta l’impero delle tenebre e sconfigge le resistenze a Dio; la si trova perciò nei dipinti devozionali, che rendono omaggio alla Madonna. In altre opere invece (e un esempio lo troviamo in una bella tela dell’Immacolata dello Zurbaran, in mostra fino a gennaio a Ferrara), la luna è crescente (gobba rivolta verso l’alto) e indica il trionfo di Cristo sul male e sulla morte. Si tratta normalmente di pale d’altare poiché, durante la celebrazione eucaristica all’elevazione dell’ostia, l’astro veniva a significare l’irraggiamento della stessa.
La luna ha segnato anche un passaggio storico importante per la Chiesa. Maffeo Barberini, futuro Papa Urbano VIII, e Roberto Bellarmino, teologo e cardinale, avevano guardato con favore alle scoperte astronomiche di Galileo espresse nel Sidereus Nuncius, tant'è che Ludovico Cardi, detto il Cigoli, artista noto nella Roma di allora, nel 1611, a un anno di distanza dalla pubblicazione del Sidereus Nuncius, realizzò un affresco singolarissimo. Nella cupola della Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore il pittore toscano, come ebbe a scrivere allo stesso Galileo lo scienziato Francesco Cesi, sotto l’immagine della beata Vergine ha dipinto la Luna nel modo che da Vossignoria è stata scoperta, colla divisione merlata e le sue isolette. Tale Immacolata, realizzata con il consenso di papa Paolo V Borghese, non fu mai cancellata né nascosta sotto altra pittura, ma rimase lì a dimostrare l’interesse che, anche in tempi difficili, la Chiesa riservò alle scoperte della scienza e della tecnica.