La Madonna del Pilerio

Una Vergine che, sulla colonna vigila. Una Madre che senza sosta nutre il suo popolo, una Regina che con lo sguardo conduce alla salvezza. La Madonna del Pilerio venerata dai cosentini ci offre la possibilità di riflettere su quanta necessità abbiamo oggi di essere ancora protetti e guidati dalla Madonna.
Autore:
Giacobbe, Sr. Maria Teodora
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Oggi ricordiamo la Madonna del Pilerio di cui i cosentini venerano l’immagine ormai dal 1576 come ringraziamento per la fine di un accanita epidemia di peste che decimò la popolazione. Le fonti narrano, infatti, di un devoto che non resistendo più alla vista di tanti flagelli inginocchiatosi davanti all’effige di Maria vide sul suo volto formarsi un bubbone. I cosentini capirono da quel segno che la Madonna aveva preso su di sé la loro sofferenza. I mesi successivi videro la scomparsa totale della peste. Così la Madonna fu eletta patrona della Città. In seguito a questo evento altri miracoli le furono attribuiti: la cessazione di catastrofi naturali, come i terremoti succedutesi nei secoli, e la prodigiosa protezione dai bombardamenti della II Guerra mondiale.
L’icona che raffigura la Madonna del Pilerio risale al XII secolo ed è stata eseguita in ambito mediterraneo, come si evince dall’iscrizione in latino posta ai lati dell’aureola MR. DOMINI, Madre del Signore. Il nome Pilerio deriva, con tutta probabilità, dalla parola piliero, che vuol dire colonna, pilastro o dal greco "puleròs" guardiana, custode della porta della città. Senza dubbio la città di Cosenza subì l’influsso della vicina capitale bizantina: Rossano. Nella liturgia bizantina si ponevano le sacre Immagini della Vergine in punti strategici della città, a protezione di essa, ovvero in prossimità del ponte levatoio o alle porte della città. Probabilmente da questo uso venne l’idea, all'Arcivescovo Costanzo nel 1603, di porre la sacra icona su di un pilastro dentro il Duomo, perché potesse essere vista dai tanti pellegrini che ricorrevano alla protezione della Vergine. Infatti il "piliere" era un elemento portante verticale, un pilastro più robusto della colonna, molto usato nell'architettura di stile gotico e romanico. Altri esemplari della Madonna del Pilerio si trovano a Siracusa, a Randazzo e a Mineo, in Sicilia, dove forte era stata la presenza greca-bizantina.
In ogni caso il sensus fidei del popolo cristiano ha sempre visto nella Vergine la protettrice della città. Iconograficamente l’icona si pone tra la Galaktotrophousa ( la Vergine che allatta il Figlio) e la Kikkotissa per il particolare del velo rosso (maphorion) che le copre il capo. La Madonna veste di Marrone, colore della terra, a significare che lei è la terra dove dimora il popolo di Dio ed è lei ad esserne custode. La colonna dice, inoltre, la stabilità ma anche l'altezza: il punto alto dove la Sapienza di Dio ha posto i suoi messaggeri per richiamare i passanti alle cose buone come si legge nei Proverbi: Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato (Pr 9,4). Così la Vergine allattante è l'immagine di Colei che nutre il suo popolo provvedendo alle sue necessità, ma è anche Colei che, come sentinella, avvista da lontano i nemici e si fa scudo per proteggere i suoi figli. Come nel XVI secolo la Vergine onorata dai cosentini prese su di sé il bubbone della peste, così nel 1783, durante il terremoto comparvero sul viso di Maria delle screpolature, le quali misteriosamente scomparvero una volta scongiurato il pericolo. Maria è qui, anche la Odigitria, perché come l’ancella scelta dalla Sapienza indica la giusta via: Abbandonate la stoltezza e vivrete, andate diritti per la via dell'intelligenza (Pr 9,6). Sorprendono gli occhi di questa Madre: ha uno sguardo che vede oltre, che non si ferma alle miserie umane, ma nutre il Figlio e lo porge quale rimedio alla stoltezza dell’uomo. Ella vigila, soccorre e nutre quanti a Lei si affidano. Per questo, al suo altare molte ginocchia si sono piegate, sostando in preghiera, come quelle di san Giovanni Paolo II, nel lontano 1984. Karol Wojtyla seppe riconoscere in Maria quella colonna che insieme alla colonna dell’Eucarestia, secondo il sogno di san Giovanni Bosco del 1862, salveranno la Chiesa dal mare tempestoso dell'ateismo. Oggi più chemai ci scopriamo bisognosi di essere guardati da Colei che sola può salvarci dalle catastrofi, non solo naturali, ma da quelle prodotte dalla superbia umana.