La Madonna dell'Olivo

Un'apparizione della Madonna ad Assisi - pressoché sconosciuta - inaugura l'iconografia della Madonna dell'olivo, ovvero la Madonna della Pace. Una storia che lega il Medioevo con la nostra epoca post-moderna. Un mistero che si compie lungo il 43° parallelo nord delle coordinate terrestri.
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Correva l’anno 1399 e, forse perché si era a fine secolo o forse perché l’Europa era in fermento, fatto sta che un gruppo di uomini e donne, vestiti di bianco con una croce rossa in petto e un cappuccio con due soli fori per gli occhi, scendevano in piazza a Chieri (Torino) pregando e flagellandosi a sangue per implorare pace e perdono. Da questo fatto certo, che data 5 marzo, una sorta di brivido corre per tutta l’Italia e le confraternite dei bianchi si moltiplicano. Sono innumerevoli gli affreschi che registrano questa corrente religiosa e potrebbe essere davvero disegnata una mappa spirituale del loro passaggio. Anche qui, vicino al nostro Monastero, e precisamente nella Pieve di Carpegna dedicata a San Giovanni Battista, un affresco del XV secolo attesta la presenza di tale Confraternita.

Un fatto straordinario, però, sigilla la bontà di questo movimento: ad Assisi, il 2 luglio di quello stesso 1399, la Madonna appare a un ragazzino. È vestita di bianco con croci rosse, proprio come i flagellanti, alle sue spalle si vede un grande ulivo: è la Madonna dell’olivo e della pace. Anche di questo fatto sorgono qua e là diverse testimonianze dell’evento miracoloso. Una serie di affreschi in luoghi diversi – ma sempre caratterizzati dalla presenza o dal passaggio della confraternita dei Bianchi – raccontano il miracolo.
Uno di questi si trova a Orvieto. Proveniente dalla chiesa di San Martino dei Servi si trova ora nel Museo dell’Opera del Duomo e raffigura una Vergine bellissima colta nell’atto di stendere la mano benedicente sul piccolo bambino assisiate. In realtà il bimbo non si vede perché l’affresco è corrotto, ma la bellezza della Madonna rende l’opera davvero preziosa.

La vicenda nella sua totalità è narrata, invece, in un altro affresco situato a Leonessa, in provincia di Rieti, nella chiesa di San Francesco. Un anonimo laziale del XV secolo ritrae la Madonna ornata di croci rosse che conversa con il piccolo veggente, inginocchiato. A lato, attratto e distratto insieme, si scorge il padre il quale comprende che il figlio ha una visione, ma non riesce a vedere la Madonna perché non ha lo sguardo puro. Alle spalle dei due, la città di Assisi, silenziosa testimone della consegna che la Madonna fa a questo bimbo. Una consegna che è simbolicamente espressa nell’iconografia della Madonna dell’olivo.

Nell’affresco di Orvieto, infatti, la Madonna viene raffigurata con l’abito bianco ornato non solo dalle croci rosse, ma anche da numerose piccole ostie.
Attraverso i colori dell’abito e i segni, la Madonna educa il suo piccolo prescelto alla purezza e al sacrificio, significati intrinseci al Sacrificio di Cristo presente nell’Eucaristia in Corpo, Sangue Anima e Divinità. Ella appare poi tra le fronde di un olivo per chiedere la pace dei cuori. L’olivo, del resto oltre a simboleggiare la pace, è segno di quell’olio divino capace di purificare lo sguardo di quanti, accostandosi all’Eucaristia, riconoscono in essa appunto la Presenza del Signore Gesù. La pace che Cristo ci dona è, infatti, frutto del suo Sacrificio Redentore.

È bello vedere come nella storia della Chiesa l’opera di Dio non si smentisca mai, ma segua una coerenza che sarebbe impossibile all’uomo senza una regia che viene dall’alto, da Dio, appunto.
Dopo più di cento anni dalla promessa fatta a San Francesco con il cosiddetto Perdono di Assisi (1216), la Madonna comprova il dono del Figlio con questa sua sconosciuta apparizione (1399) e chiede un’opera di pace che tornerà a domandare nel 1981 a Medjugorie.

È straordinario poi notare che Assisi come Medjugorie e Lourdes (come Pietrarubbia, anzi per la precisione Ponte Cappuccini, dove si trova il nostro Monastero), siano collocati tutti sul 43° parallelo nord. Un parallelo in cui dal 1997 la terra continua a tremare, colpendo diversi centri segnati dalla presenza del sacro: Sansepolcro, Assisi, Mercatello sul Metauro…
Sul 43° parallelo La Regina della Pace ha posto il suo sigillo e, secondo la sua promessa, la pace trionferà.