La Madonna della Colomba

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Piero di Cosimo Vergine e il Bambino con la colomba. c. 1490 Tavola, 87 x 58 cm Museo del Louvre, Parigi

Storia
Questo straordinario dipinto, straordinario per la sua singolare iconografia, lo dipinse Piero di Cosimo nel 1490. Poco si conosce della committenza che sta all’origine dell’opera. Si sa che il dipinto fece parte della collezione Farnese e fu esposto al Palazzo del Giardino di Parma e poi al Museo Capodimonte di Napoli. Inoltre nel 1802 lo si trova a Roma in san Luigi dei Francesi, dopo di che venne acquistato dal Louvre di Parigi, dove attualmente si trova, tra il 1803 e il 1804.

Iconografia
La Madre è seduta a terra, secondo il modello iconografico delle Madonne dell'umiltà. Siede a terra ed ingaggio con il suo divin Figlio una schermaglia amorosa fatta di gesti e di simboli. Il bambino, vivacissimo, sembra voler sottrassi al controllo della Madre che resta apparentemente impassibile, quasi ieratica nel suo severissimo costume.
Piero di Cosimo veste la Vergine con uno scialle all'italiana di lino ricamato finemente e allacciato fin da sotto il mento come ancora ai nostri giorni usano fare le anziane di certe regioni italiane ( come ad esempio la Sardegna, ma non solo).
Certamente in voga all'epoca di Piero de Cosimo ritroviamo un copricapo molto simile nel dipinto della Madonna del Magnificat di Sandro Botticelli che presenta, tra l’altro, un soggetto icnografico affine al nostro. Un fazzoletto così portato ha il pregio di delineare il ritratto di una donna reale, presente qui ed ora con il suo bambino. La Vergine Maria, pur nella sua grandezza, era una di noi. Una madre premurosa che vorrebbe educare il suo piccolo alla preghiera. Maria, infatti, tiene gli occhi bassi su un libro, aperto e abbandonato sul davanzale di pietra che sta tra noi e la Vergine Madre. Maria tiene gli occhi bassi e legge, prega e un velo di mestizia le cala sul volto. Non legge semplicemente la Sacra Scrittura, legge un manuale di preghiere: lo si vede dalle parole vergate in rosso, uso tipico delle indicazioni liturgiche presenti nei breviari e nei messali. Il bimbo sembra voler fuggire da quell'atto o da quella pur santa e lodevole imposizione materna. Così ci pare di poter leggere la scena similmente a quella cui siamo una certa tradizione ci ha abituati: bambini vivaci e riottosi in braccio a Madri pie e desiderose di iniziare prestissimo i figli alla pietà. Non è così. Questo bimbo non rifugge dalla preghiera, quanto piuttosto e proprio quella preghiera, la preghiera di sua Madre, che lo spinge ad agire. I salmi cantati e le orazioni recitate lo orientano decisamente alla sua missione di Redentore ed egli, sotto la spinta dello Spirito che sta accanto a lui con la forma della colomba, vuole mettere immediatamente in pratica ciò che la Madre recita.
Nel suo dinamismo il bimbo prende con la mano destra l'indice della Madonna, quasi a volerle indicare ciò che lo spinge e cioè la Presenza silenziosa della colomba planata su quel davanzale di pietra in corrispondenza del libro.

La colomba
La colomba nella sacra Scrittura è un simbolo dai molteplici significati: è anzitutto segno dello Spirito di Dio, quello Spirito che librava sulla creazione fin dall’iniziò del mondo. Lo stesso Spirito che scenderà su questo Figlio nel giorno del suo battesimo. In quest’opera di Piero de Cosimo è senz’altro questo il primo significato da attribuire alla colomba, vista anche l’aureola che le circonda il capo.
Tuttavia la colomba è anche simbolo del popolo di Dio. Il suo canto, ora suadente e pieno di amore, ora gonfio di lamento, è proprio simbolo della voce del popolo che parla con il suo Dio attraverso le parole della liturgia: ora di lode e di amore, ora di supplica. Il fatto che libro e colomba poggino sul medesimo davanzale di pietra induce a pensare a un parallelo. Del resto la Sacra Scrittura si chiude con l’identificazione del popolo di Dio con lo Spirito Santo e tutta la tradizione cattolica afferma da sempre che questo è il tempo dello Spirito che muove la Chiesa dentro le traversie della storia. L’apocalisse, appunto, termina con questa visione bellissima: lo Spirito e la Sposa dicono vieni Signore Gesù, chi ascolta ripeta: Vieni!
Qui, nel simbolo della colomba, allora, si può già intuire lo scoccare di questo tempo: il tempo della Chiesa che è anche il tempo dello Spirto, quel tempo che l’ora della Passione del Redentore e l’ora della sua risurrezione inaugurano e principiano.

Il Cristo Bambino che pieno di slancio indica la colomba e si getta verso di noi, abbandonando le braccia sicure della Madre, ci sprona a quell’amore semplice e prudente di cui parla il Vangelo che vive le parole della liturgia, la fede e la preghiera con il cuore colmo dell’amore per il Suo Signore e con la coerenza della vita, offerta e sofferta.