Auguri alle porte della città

Quest'anno festeggiamo il Natale alle porte della città di San Marino. Una bella natività di un artista anonimo, sembra accompagnare i nostri passi.
Autore:
Monache dell'Adorazione Eucaristica
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Quest'anno la chiusura della porta del giubileo ci ha regalato l'apertura di un'altra porta, per noi importante. Il 29 novembre, festa della beata Maria Maddalena dell'Incarnazione abbiamo fatto l'ingresso ufficiale in un nuovo Monastero, collocato proprio nel centro storico di San Marino. Da quel giorno è iniziata una nuova avventura che sta muovendo i suoi primi passi. Così, pensando al Natale, non abbiamo potuto fare a meno di restare incantati di fronte a questa Natività di stile gotico presente nello Slovenske Narodne Museum (Slovacchia).
L'Anonimo Maestro colloca la natività proprio davanti alla porta della città, in una posizione simile al nostro Convento in San Marino. Davanti alle porta principale di San Marino, infatti, si erge la chiesa di san Francesco con il relativo convento che è il più antico della Repubblica, contando ormai 800 anni. Dalle nostre finestre si vedono le merlature delle mura della città esattamente come la Natività slovacca.
Qualcuno, sgomento, ci chiede se lasciamo Pietrarubbia, e la risposta è naturalmente negativa.
Non abbandoniamo il nostro primo Monastero, anzi, questa nuova opportunità ci ha confermato dentro una storia che ci ha messo tra le braccia dell'esperienza francescana. Anche a San Marino, a pochi passi da noi, abbiamo i nostri amati Cappuccini, i quali continuano a dimostrarci la loro benevolenza e simpatia.
I frati conventuali, tra l'altro, non hanno chiuso definitivamente il Convento, la loro partenza è considerata una sospensione al fine di capire meglio cosa vuole il Signore da loro.
Così ci sentiamo, non solo come Maria, adoranti il Verbo Incarnato alle porte della città, ma anche come Giuseppe, custodi di un'eredità ricevuta, che va tutelata, difesa e fatta fruttare.
Giuseppe regge una lampada con dentro una candela, simbolo della fede mediante la quale solo si può fare una lettura corretta della realtà.
Senza la fede non si può adorare il Signore presente nel Sacramento né tanto meno affrontare nuove strade, raggiungere nuovi traguardi anche a prezzo di sacrifici. Non a caso, quello di Giuseppe non è l'unico fuoco della tavola. A terra, radente al muro di cinta, un piccolo diavolo sta prendendo fuoco, roso dall'ira. Al demonio piacciono e le chiusure dei conventi: sono luoghi di fede e di preghiera, parafulmini della città. La chiusura di un luogo sacro offre la possibilità alla secolarizzazione di prendere piede. Se poi nel luogo sacro, in procinto di essere chiuso, si mette la Presenza del Santissimo Sacramento allora l'ira del demonio, è davvero al colmo.
Ci sono tre angeli a reggere il manto della Madonna dove è collocato Gesù e un quarto angelo sta annunciando ai pastori la lieta novella: è nato il Salvatore! Anche noi per ora siamo in quattro a dar corpo e forma alla comunità sammarinese, ma confidiamo che il Signore ci aiuti a trovare nuovi cuori pronti ad adorarlo.