Festival del Teatro:La nave del Ritorno

Due spettacoli teatrali a cura de «Il Teatro dell'Aleph» per il nostro piccolo borgo di Pietrarubbia: il 29 luglio lo spettacolo su van Gogh, il 1 Agosto lo spettacolo sulle Foibe
Autore:
Monache dell'Adorazione Eucaristica
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Torna a trovarci la Compagnia de il «Teatro dell’Alpeh» che offre quest’anno tre appuntamenti: un Master di Regia di Teatro il 30 e il 31 luglio e due spettacoli teatrali il 29 luglio su Vincent van Gogh e il 2 di agosto sul Dramma delle Foibe.
Ecco qui l'anticipazione dello spettacolo sulle foibe.
Più sotto trovi i links sugli altri appuntamenti e sul programma del Master.

LA NAVE DEL RITORNO

Azione scenica sull’eccidio delle foibe

Foiba è il termine con cui si indicano delle cavità naturali, anfratti e grotte che sprofondano come baratri nel terreno in terra calcarea, ma il termine "foibe" è oggi comunemente associato agli eccidi perpetrati per motivi etnici e politici ai danni della popolazione italiana di Venezia Giulia e Dalmazia, durante e immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, per lo più compiuti dai partigiani comunisti iugoslavi sostenitori di Tito. Negli eccidi furono coinvolti prevalentemente cittadini di etnia italiana e, in misura minore e con diverse motivazioni, anche cittadini di etnia slovena e croata.Nelle foibe furono gettati e, successivamente, rinvenuti i cadaveri di centinaia di vittime.
La tragedia degli italiani vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati, che negli anni che succedettero alla fine della seconda guerra mondiale, furono costretti con violenza ad abbandonare tutto ciò che avevano, è il tema dello spettacolo.
I personaggi appaiono come ombre, fantasmi del passato, e ci raccontano la loro testimonianza.
Le loro parole sono tratte da testimonianze reali.
Il testo dello spettacolo è infatti costruito su testimonianze e documenti storici. La ricerca è stata effettuata dagli attori e dal regista anche grazie all’incontro con l’Associazione delle comunità degli esuli Istriani, Dalmati e Giuliani di Roma. Il testo dello spettacolo è stato redatto dal regista Giovanni Moleri.