Gesù, per una volta.

Sì, essere Gesù per una volta, come sta capitando a suor Danuta che, a causa dell'influenza, sta trascorrendo i giorni da Natale a Capodanno nella sua camera. Le sorelle vanno a visitarla, come i pastori hanno visitato Gesù!

Dal caldo del mio letto ascolto in lontananza le voci delle sorelle che intonano i salmi Natalizi... sono passati otto giorni dal Natale e sono le prime ore di Capodanno. Dovrei e vorrei essere anch’io fra quelle voci, ma una brutta influenza mi tiene a letto dal 24 dicembre e non vuole proprio decidere di andarsene.
Guardo il piccolo presepe che ho sul comò, ed una dolce immagine di Gesù su di una cartolina ricevuta da un amico sacerdote. Mi immedesimo stranamente in quel piccolo Gesù nella mangiatoia: le sorelle vengono ogni tanto a visitarmi, proprio come accadde quel giorno, quel Santo Giorno Natalizio in cui tutti accorrevano sulla soglia di un lettuccio che donava a tutti uno spiraglio di eternità. “Qualcuno dovrà pur far compagnia a Gesù Bambino!” Mi dice una sorella salutandomi affettuosamente.
Comincia l’ora della Messa e una strana commozione mi invade: è forse il desiderio di quel Bambino che, abituata ad incontrare ogni giorno nell’Eucarestia mi chiama ora ad attenderlo fra le mura di questa stanza? sì, è solo un'influenza ma anche nell'accettare questo piccolo limite il Natale riaccade: Dio si fa piccino, così piccino da entrare in queste mura e venire a cercarmi, dormiente (come dormiente è il personaggio di Benino nel presepe) ed ora ridestata dall’incalzare dei passi del sacerdote che mi porta la Comunione.
Lui ora è qui, con me, dentro di me. Resto stupita lacrimando di gioia: Sei venuto e resti con noi per sempre.