Guida allo Spettacolo

Il 24 maggio la nostra comunità ha presentato uno spettacolo sul Ritorno di Pio VII. Il successo riscosso è dovuto alla qualità dei testi, presi da documenti storici, e ad aver recitato mantenendo, sull’esempio di Teresa e Ildegarda, l’abito monastico.
Autore:
Monache dell'Adorazione Eucaristica
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Nous ne le pouvons pas, Nous ne le devons pas, Nous ne le voulons pas
Lo spettacolo inizia con un canto a canone che ripete le medesime parole pronunciate da Pio VII, in francese, davanti al generale Radet, incaricato di rapirlo il 6 luglio 1809. In queste emblematiche parole: noi non possiamo (cedere la vigna del Signore) noi non dobbiamo, noi non vogliamo, si identifica la Chiesa di ogni tempo contro i poteri che la vorrebbero conculcare.

Scena I

Madre Maria Maddalena dell'Incarnazione prevede in visione le vicende storiche che accadranno a Pio VII.
Il 10 giugno 1809 cessa di esistere lo Stato Pontificio e viene assimilato all’Impero francese.
Molto prima di questi eventi, Madre Maria Maddalena dell’Incarnazione aveva visto questo in visione e ne informa il Papa, con una lettera e un colloquio personale (cfr. Testimonianze varie della Positio Super Virtutibus e Biografo Renzetti 1929).

Scena II
Proclama di Napoleone e Bolla di scomunica di Pio VII
Dopo aver firmato il Decreto di annessione dello Stato Pontificio all’impero il 17 maggio 1814, di cui nello spettacolo riassumiamo il contenuto, Napoleone fa porre la bandiera francese su Castel Sant’Angelo il 10 giugno dello stesso anno e al proclama del 10 giugno di Napoleone (il cui testo è stato preso dal Decreto di annessione dello Stato Pontificio all’impero, 17 maggio 1809, castello di Schönbrunn, Vienna), Pio VII risponde, in quello stesso giorno, con la bolla di scomunica Cum memorandam, della quale si riportano - nello spettacolo - solo alcuni passi.

Il rapimento del Papa sembrerebbe stato architettato dal Generale Miollit, quasi per acquisire importanza e stima presso lo stesso Napoleone. Il dialogo fra il generale Radet, ex prete che effettuò il rapimento, e Miollit è riportato da Daniel Rops (La chiesa delle rivoluzioni, La sciabola e lo Spirito, ed. Marietti).

Il rapimento del papa fu una decisione personale del generale Miollit; Napoleone non l’aveva progettato né autorizzato: il carteggio fra Napoleone e Pio VII, dal 1805 al 1809, è tuttora sotto segreto, e me ne dispiace, perché questi atti testimonierebbero le opinione religiose dell’Imperatore, e che la sua strategia come capo dell’Impero d’Occidente era tesa alla gloria e alla prosperità della Chiesa cattolica (Lettera inedita del generale de Montholon al signor cavalier Antoine de Beauterne).

Testimonianza del Consalvi
Il Cardinal Consalvi rilascia questa dichiarazione nelle sue Memorie. In realtà si comprende che egli non fu presente ai fatti perché il Papa non fu sorpreso dall’arrivo dei francesi ma essi stessi si sorpresero nel trovarlo pronto ad attenderli con i suoi più stretti collaboratori. Egli conobbe l’accaduto essendo tra i pochi rimasti in Roma, abbiamo però voluto lasciare integra la sua testimonianza essendo tra le più dettagliate (dalle Memorie del Cardinal Ercole Consalvi).

Scena III
La perquisizione del Monastero dei Santi Gioacchino e Anna al Quirinale e l’esilio di Madre Maria Maddalena
Madre Maria Maddalena fu strettamente coinvolta in questa vicenda a causa di una novizia che aveva allontanata dalla comunità e che si era vendicata facendo denunce presso il governo francese mediata dal padre di lei, fervente giacobino. La comunità delle Adoratrici, che alloggiava presso il Quirinale in Sant’Anna alle quattro fontane, fu perquisita, le suore allontanate e la Madre imprigionata e poi esiliata.
A testimonianza di tutto ciò abbiamo un testo incontrovertibile: una nota ministeriale del Governo francese datata 4 luglio 1811 e conservata negli archivi di Parigi.
« ...La figure de Pie VII prend un caractère surnaturel et surex-cite les passions ; miracles et prophéties ; les punitions du ciel. Les vierges remuent les yeux...
D'ailleurs on tien le pape pour inébranlable, protecteur mystique de la Cité. Il y a dans rue Quattro Fontane une prophétesse, soeur Flaminia de l'Incarnation, qui remonte sur son trépied, prédit la chute de l'usurpateur: on propage ses oracles, on en évoque d'autres, on l'entoure. Son couvent — un des rare qu'on ai conservés — des Sagramentine di Sant'Anna devient " le point de réunions de nobles fanatiques "; des prétres dirigent la prophétesse. Il faut fermer le couvent, envoyer la soeur Flaminie vaticiner en Toscane, ses aumo-niers méditer en un bagne. De par l'Empereur, défense a Dieu de faire miracle en ce lieu... » (cfr. La Rome de Napoléon, Paris, 1906, III, chapitre II, p. 44 e « Note du ministère, 4 juitlet 1811, F 7 6529; Norvins, 26 mai 1811, F 7 88 92; Décisions au Bulletin du 26 juillet 1811, AF IV 1516).

Scena IV
La conversione di un soldato che custodiva nella prigionia Pio VII
La testimonianza, commovente di questo soldato, conservata negli archivi arcivescovili di Alba (Cuneo) è resa nello spettacolo attraverso il dialogo di due ipotetici soldati addetti alla custodia del Papa in prigionia.
Il testo è stato preso da: Stralcio della lettera di un soldato piemontese a guardia di Pio VII in esilio a Savona. La lettera, conservata nell’Archivio vescovile di Alba, è pubblicata all’interno degli Atti del Congresso storico internazionale (Cesena – Venezia, 15-19 settembre 2000).

La devozione a Maria di Papa Pio VII
Sempre nella scena IV si è voluto rievocare la devozione di Pio VII alla Vergine Maria, alimentata anche da eventi dei quali si parlò in lungo e in largo, ovunque, nell’epoca napoleonica. Si tratta dei miracoli degli occhi di Maria.
La preghiera di Pio VII, idealmente ambientata in Savona negli anni della prigionia, ricorda appunto, alcuni eventi storici.
Nel corso del papato del suo predecessore, Pio VI, e precisamente tra il 25 giugno del 1796 e l’11 febbraio 1797, una serie di Madonne, fuori e dentro le chiese, seguendo l’ideale itinerario di Napoleone nell’Italia centrale (passando anche per le nostre zone), iniziarono a muovere gli occhi e a cambiare colore destando devozione e fede tra il popolo. Se ne contarono più di cento nella sola Roma. È divenuta famosa quella di Ancona per essere stata vista dallo stesso Napoleone, ma non mancano testimonianze del miracolo persino a Sant’Agata Feltria. Abbiamo ragione di pensare che pure la Madonna di questa chiesa (chiamata la Madonna dei Soldati) fu oggetto di quei segni misteriosi che Maria lanciò al suo popolo in vista del pericolo che lo sovrastava.
La preghiera evoca anche la devozione a Pio VII per la Vergine di Loreto, alla quale il Papa dopo la prigionia regalò un piviale, e l’affidamento delle sofferenze della Chiesa per la persecuzione napoleonica e per le persecuzioni future, che Pio VII fece alla Vergine Addolorata.
Fonti: Massimo Cattaneo, Fonti per lo studio dei Miracoli del 1796-97 nello Stato della Chiesa: I verbali del processo canonico. Messori Vittorio, Cammilleri Rino, Gli occhi di Maria, Rizzoli, 2001

Scena V
Esilio di Madre Maddalena
Nell’esilio di Madre Maria Maddalena, durato dal 1811 al 1814, anni in cui anche la comunità di Sant’Anna al Quirinale fu chiusa, abbiamo ambientato il carteggio che la Madre ebbe con Madame mère (titolo altamente onorifico che Letizia Ramolino Bonaparte, madre di Napoleone, ricevette dallo stesso nel 1805).
Sono diverse le testimonianze che ci parlano di questo rapporto fra la Madre del Generale e la fondatrice delle Adoratrici Perpetue e se anche il carteggio fra loro si svolse certamente dopo il 1814, quando cioè Letizia Ramolino giunse a Roma e vi risiedette fino alla morte, abbiamo voluto collocarlo qui per trattare quei temi che certamente stavano a cuore alle due donne e che saranno stati probabile oggetto del loro scomparso carteggio.
A titolo indicativo ecco una delle testimonianze della Positio Super Virtutibus, suor Maria Concetta di Santa Teresa: «Faccio notare peraltro che stava in gran concetto presso la Madre di Napoleone Madama Letizia. Difatti la stessa serva di Dio un giorno ci disse, che si scrivevano tra la detta Madama, ed essa, e per coprire li loro scritti, adoperavano il latte d’asina, e mi rammento, che in quelle lettere le veniva raccomandato il figlio Luciano (Summ. § 557 p. 275)».

Scena VI
Il Pentimento di Napoleone
Un pentimento di Napoleone circa la questione del rapimento del Papa è registrata dagli storici, in particolare da Daniel Rops (La chiesa delle rivoluzioni, La sciabola e lo Spirito (capitolo), ed. Marietti). Si sottolinea qui anche la volontà di Napoleone di spostare il Papa in un luogo ove fosse più accessibile, perché allo stesso Imperatore era difficile accostarlo.
Molto interessante è il libro Sentiment_de_Napoléon_sur_le_Christianisme, Conversations religieuses, recuellies à Sainte Hélène par le Général Comte de Montholon et par le Chevalier de Beauterne, Waille, Paris, 1843. Traduzione parziale in italiano: Napoleone Bonaparte, Conversazioni sul cristianesimo, ESD-Edizioni Studio Domenicano, 2013.

Scena VII
La fine dell’esilio di Madre Maria Maddalena e di Pio VII
La Madre previde già nel 1813 il ritorno del Papa a Roma e per questo, contro il parere di molti, volle partire da Firenze e raggiungere Roma nel marzo del 1814.
Sono almeno due le testimonianze che ci raccontano questo nella Positio super virtutibus: quella del Cardinal Pianetti, mentre era solo vescovo:
«Avevo preso relazione in Firenze nei primi giorni di 7bre del 1813 con la Sig.ra Principessa di Teano ora defunta, e fui dalla Sig.ra Principessa invitato a vedere la miracolosa immagine della SS.ma Annunziata nella Chiesa dei Servi di Maria; […] Ci riunimmo verso un'ora di notte nell'appartamento della Principessa la Serva di Dio, ed io, ed incominciamo a discorrere delle vicende di quel tempo, ed ansioso io per la stima, che nutrivo verso Suor Maria Maddalena, di conoscere da Lei come donna ispirata, se il ritorno del Papa, dei Cardinali, e di Noi Prelati in Roma era sollecito, la interrogai queste precise parole — Suor Maria Maddalena quando potremo tornare a Roma col S. Padre, i Cardinali, e noi Prelati? — Ebbi la risposta con questi termini — Ci è tempo — Rivolto allora alla Sig.ra Principessa dissi — Senta cosa dice Suor Maria Maddalena? Io speravo che fossimo liberi per Pasqua — Al che la suddetta Serva di Dio immediatamente, e con grande prontezza rispose — Per Pasqua è certo!»

E quella che è stata qui utilizzata di un cappuccino di Perugia, un certo fra Crispino:
In quei giorni tanto amari, giunge a colloquio con Madre Maria Maddalena un certo fra Crispino da Perugia, Cappuccino, che come tanti altri religiosi, nella bufera napoleonica era stato sfrattato dal convento, chiuso e soppresso. Il fraticello le mostra una bella immagine della Madonna, che piace assai alla Madre, la quale gli chiede di donargliela. «Lo farò - dice Crispino - se potrò tornare al Convento e diventare Sacerdote». «Non dubitate - gli risponde la Madre - diventerete Sacerdote come desiderate e io avrò la vostra immagine di Maria». «Che ne sarà del Papa?» - incalza il frate. «Napoleone lo tratterà molto male - ribatte sicura Madre Maria Maddalena - ma sarà presto costretto a rimandarlo libero alla sua Sede». «E di Napoleone che avverrà? Morirà in battaglia o in qualche altro modo?» La risposta è di nuovo sicura: «Dio lo toglierà di mezzo, senza che alcuno possa gloriarsi di averlo ucciso».

Scena VIII
Il rientro di Pio VII e l’acclamazione della folla
La cronaca del viaggio di ritorno di Pio VII da Fontainebleau a Roma è ricca di aneddoti che variano molto di luogo in luogo e che mantengono, però, la medesima connotazione di stima e allegria da parte delle popolazioni. Abbiamo qui voluto riassumere le varie e diverse testimonianze (prese da: La B. Vergine dell’Acqua, Brevi cenni storici, Premiata Tipografia Commerciale, Rimini, 1934) facendole idealmente proclamare da un popolo in attesa del Papa.

Il discorso del Papa
Riportiamo in questo discorso di Pio VII una parte di ciò che disse a Cesena, ove si fermò per visitare i luoghi della sua formazione giovanile e per incoronare una Statua della Vergine presente nel Convento benedettino dove appunto egli entrò da novizio.
(Dall’Enciclica di Pio VII Il Trionfo, 4 maggio 1814, Cesena)

Il pentimento di Napoleone
Questo commovente monologo di Napoleone è contenuto in un testo che narra dell’ultima prigionia del generale in Sant’Elena, prima della morte. Il testo è stato tradotto in italiano dall’opera già citata: Sentiment_de_Napoléon_sur_le_Christianisme, Conversations religieuses, recuellies à Sainte Hélène par le Général Comte de Montholon et par le Chevalier de Beauterne, Waille, Paris, 1843. Traduzione parziale in italiano: Napoleone Bonaparte, Conversazioni sul cristianesimo, ESD-Edizioni Studio Domenicano, 2013.

Lo spettacolo termina con un altro canto a canone: Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam che significa: «Non a noi, o Signore, ma al tuo nome da' gloria». Si tratta di un versetto del Salmo 113 e dell’incipit del Salmo 115, secondo la traduzione dell’Antica Vulgata. Questo versetto biblico era il motto dei Cavalieri templari dell'Ordo Templi ed esprime l’aspirazione al retto agire secondo la dottrina tradizionale.


Ecco un video realizzato con le foto, Il ritorno di Pio VII: