Il ritorno di Pio VII

Tre serate per ricordare Pio VII, che la Beata Maria Maddalena ebbe la grazia di avere come guida, protettore e amico. Un Papa vissuto nella furia napoleonica con una vicenda capace di illuminare anche le vicissitudini della Chiesa attuale.
Autore:
Monache dell'Adorazione Eucaristica
Fonte:
CulturaCattolica.it
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1809 – 1814 Cinque anni in cui lo Stato Pontificio cessò di esistere totalmente assorbito dall’Impero francese. Cinque anni in cui Papa Pio VII, prigioniero a Savona prima e a Fontainebleau poi, continuò tenacemente a governare la Chiesa. Anni dimenticati, nei quali la Beata Maria Maddalena dell’Incarnazione fu una delle protagoniste: confidente di Pio VII, inquisita dai giacobini, estradata a Porto Santo Stefano poi esiliata a Firenze, fece anche lei ritorno a Roma nello stesso 1814, prevedendo, come aveva preconizzato il rapimento, il rientro del Papa in sede.
Una vicenda storica assolutamente straordinaria anche per la figura controversa di Napoleone e di quanti lo circondavano, rievocata in uno spettacolo realizzato interamente da noi il 24 maggio 2014.
I personaggi in scena: Madre Maria Maddalena dell’Incarnazione, Pio VII, Napoleone e sua madre, Madame Mére (Maria Letizia Ramolino Bonaparte), i generali francese Miollit e Radet; alcuni soldati giacobini, il Cardinal Consalvi, le monache e il popolo. La storia che raccontano è frutto di un collage di testi e documenti dell’epoca. Il tutto legato dalla presenza di un cantastorie, quasi la voce di Dio che tiene veramente in pugno le coscienze degli uomini. Il cantastorie è il pianoforte che, suonato da una di noi, accompagna le scene con la Chaconne di Bach riscritta nel XVIII secolo da Busoni. E, infine, diapositive artistiche corredano la finzione scenica. La serata si aprirà e si chiuderà con un canto: Il primo ripete le grandi parole del Papa nel momento del rapimento, quando cioè il generale Miollit avanzò le sue pretese sulla Chiesa: Nous ne pouvons pas, Nous ne devons pas, Nous ne voulons pas cioè: noi non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo; il secondo è il celebre No nobis Domine: il motto dei cavalieri templari che, riprendendo il testo di un salmo, volevano esprimere l’aspirazione al retto agire secondo la dottrina tradizionale.

La sera seguente ci allieterà il coro di Lugo di Romagna. A Lugo si verificarono le maggiori insorgenze popolari contro Napoleone e il potere giacobino così, ascoltare canti religiosi e gospel, è un altro modo di ricordare come la nostra libertà, religiosa e di espressione, sia frutto anche di quanti nei momenti più difficili della storia, consapevolmente, insorsero.

L’ultima sera è dedicata alla riflessione: Mons Luigi Negri ci condurrà per mano a conoscere più profondamente e più da vicino questa pagina di storia. Piena di contraddizioni e di tensioni. Specialmente ci aiuterà a comprendere l’alto profilo religioso e umano di Barnaba Chiaramonti, un Papa dimenticato.

Ecco il programma:
Nous ne le pouvons pas, Nous ne le devons pas, Nous ne le voulons pas
Il ritorno di Pio VII

Presso il Monastero di Santa Maria Maddalena e San Lazzaro:


Sabato, 24 Maggio 2014 ore 21

Rievocazione storica del rapimento e del ritorno di Pio VII in Roma.
Attraverso la musica di Bach, la declamazione teatrale di documenti storici e la proiezione di immagini, le monache adoratrici rendono omaggio al Sommo Pontefice e alla beata Maria Maddalena dell’Incarnazione.

Domenica, 25 Maggio 2014

Concerto Gospell coro H.Dunant di Lugo di Romagna
In omaggio all’amore per la Chiesa, per la Vergine Maria e Pio VII

Lunedì, 26 maggio 2014
L’epoca di Pio VII
Una lettura storica per l’oggi di S. Ecc. Mons. Luigi Negri Arcivescovo di Ferrara – Comacchio e abate di Pomposa.