La Misericordia di Dio nella mia vocazione

Dopo primi passi in questa nuova vita. Giulia racconta la sua vocazione dove la coroncina della divina Misericordia ha avuto un ruolo importante.
Autore:
Mazzanti, Giulia
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Desidero raccontare, in modo sintetico, alcuni passaggi della mia vita che mi hanno portata all’incontro con Cristo, vivo presente nell’Eucarestia e prima ancora con la sua Divina Misericordia.

Fin dai tempi delle scuole medie e ancor prima di quelle elementari, partecipavo attivamente alle iniziative cattoliche della mia zona, come i catechismi e il gruppo scout AGESCI di Urbino, il quale mi ha guidata con tanta delicatezza, sollecitudine e coraggio, infondendo in me il gusto per il Bello e per la Verità della vita, come per le amicizie, per la natura e nel rapporto con Dio. Tuttavia il mondo con le sue seduzioni mi ha portato, in un primo momento a distogliere lo sguardo da ciò che era semplice, bello e importante per me e per la mia vita e a dirigermi verso altre attrattive; le quali ben presto si sono rilevate deludenti come per esempio la vita mondana della scuola universitaria, lo studio fine a se stesso, le meditazione yoga, le amicizie e gli amori vissuti in modo superficiale e vuoto. Esse, da quando avevo lasciato gli scout e il mondo giovanile della Chiesa, non rispondevano più alle mie domande di verità e di pienezza di vita. Così passò qualche anno e mi ammalai: mi sentivo come frammentata interiormente, senza cioè l’unità di me stessa, avevo perso quel senso di unicità e collettività sana che in breve tempo il mondo mi aveva tolto.
Ma non era detta ancora l’ultima parola!
Il Signore aspettava solo un mio passo falso o meglio Vero, cioè che rientrassi in me, nella Verità di me almeno un pochino, per riprendermi e trarmi in Salvo (come per Abramo quando il Signore gli dice “ Sichem” torna, cioè a casa tua! Per ritrovare se stesso Dio, spinge ognuno di noi a guardare dentro di sé, cioè a tornare nella propria casa, lì infatti troviamo Lui)!
Così successe che mia nonna, alla quale ero molto legata, si ammalò gravemente ed io fui costretta a rientrare in me appunto e a fare Verità, poiché la Vita stessa me lo domandava, e, sotto l’invito di mia madre, per la speranza di guarigione di mia nonna cominciai a recitare la coroncina alla Divina Misericordia. Questa corona era l’unica cosa che mi rimaneva e l’unica cosa che mi dava speranza, di fronte alle difficoltà che stavano incombendo nella mia vita. Da lì dunque, da quel giorno che mi affidai interamente alla Divina Misericordia di nostro Signore e rinacque in me il desiderio di riavvicinarmi all’ Eucarestia: essa mi donò inizialmente guarigione e conforto di fronte alle difficoltà che stavo incontrando e poi mi diede forza e coraggio per intraprendere una nuova vita negli studi e nelle amicizie fino d impegnarmi personalmente nella sequela e nella contemplazione della Bellezza e del Bellissimo.