Ospite a Sua Immagine

Per tre domeniche consecutive sono ospite di A Sua Immagine per parlare dei Miracoli Eucaristici. È bello che anche la TV si proponga di accompagnare i fedeli verso l'evento del Congresso Eucaristico di Ancona
Fonte:
CulturaCattolica.it
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3 luglio
Alle 8:40, puntualissima, trovo ad attendermi in via Gregorio VII la macchina della Rai. Lo staff estivo che conduce la nota rubrica televisiva A Sua Immagine è cordialissimo. Quando mi accompagnano nei camerini noto l’imbarazzo con cui si avvicina la truccatrice. Abituata normalmente a fare i conti con volti di attrici e ad essere alle prese con ombretti e fard di fronte a me si trova impacciatissima. Mi chiede con un sorriso sornione che cosa voglio fare: «Le basta togliere un po’ il lucido mediante semplice cipria o vuole usare dell’altro?» Al mio sguardo interrogativo e divertito il dialogo si risolve in una risata. Nella sala d’aspetto mi raggiunge il conduttore Rosario Carello un giovane giornalista dallo sguardo buono e intelligente, la conversazione è subito facile, mi informa sui termini della trasmissione mi pone alcune domande, annuisce alle mie risposte e prende nota. Alle 10 e 30 in punto si comincia.
Lo studio di A Sua Immagine non è nuovo e tirato a lucido come appare in TV, al contrario è uno studio “vissuto” i cui arredi raccontano la storia ormai decennale di questo programma. Un aspetto che riesce a mettermi immediatamente a mio agio. Oltre al conduttore con me, in studio, c’e la clack: un gruppo di studenti particolarmente attenti, benché apparentemente lontani dal tema che si andrà a trattare. Il tema viene annunciato in prima battuta: i miracoli eucaristici.
Bolsena è la prima tappa di questo viaggio che occuperà l’intera estate e del quale io percorrerò tre tappe.
La puntata si snoda senza incidenti. Ai servizi, alcuni molto belli, altri - come quello riguardante la rievocazione del miracolo di Bolsena - un po’ troppo preoccupati di scendere a livello di un pubblico non addetto ai lavori e “lontano”, si alternano domande al mio indirizzo. Le esigenze televisive mi mettono sempre un po’ a disagio per quella necessità di sintesi e di linguaggio allusivo ed accattivante che impedisce spesso la profondità di sviluppo del pensiero, tuttavia riesco - pur rimanendo nei termini previsti - a dire un innumerevole numero di cose.
Alla fine del programma tutti sembrano felici, uno si avvicina a Rosario e con fare divertito esclama: una trasmissione al femminile e abbiamo scelto le suore giuste. È intervenuta, infatti, a commento dell’angelus del Papa una suora clarissa di Rimini. Un altro giornalista vaticanista mi dice:”Brava! soprattutto perché ha chiesto di andare a Messa tutti i giorni. È questo che ci salverà”. Mi viene a salutare anche Beatrice, una che lavora dietro le quinte, che coordina riprese e aiuta il programma a tenere tempi e ritmi. Normalmente lavora a Sat 2000 ed è la sua prima esperienza con la trasmissione di A Sua Immagine, anche lei è soddisfatta e mi racconta con le lacrime agli occhi come questo impegno lavorativo le abbia aperto un varco sul senso profondo dell’adorazione. Per preparasi alle puntate ha frequentato una chiesa dove alcuni giovani, amici di Carlo Acutis nella cui trasmissione è stata raccontata la storia, fanno regolarmente l’adorazione eucaristica, ne è rimasta affascinata. Ha portato con sé la figlia ed ora, la ragazza si è appassionata all’esperienza. Quasi singhiozzando mi confida: «Sono felice, ora lei ha un punto di riferimento certo che a me, alla sua età, è mancato».
Mentre lascio gli edifici di Saxa Rubra respiro volentieri l’aria calda di Roma allietata da un venticello fresco, penso con gioia a quali via riesce ancora a percorrere la grazia per conquistare gli uomini a Cristo e alla fede. Contro gruppuscoli urlanti che pretendono di esprimere il pensiero dominante esiste ovunque una folla sommersa che cerca luce e verità, anche tra gli studi televisivi.

10 luglio
L’esperienza si ripete, ma questa volta la familiarità è molto più evidente. L’incontro dietro le quinte con Rosario, prima della trasmissione, è un vero dialogo. Lo sento colpito dalle mie riflessioni, per me così ovvie, eppure, forse, per il mondo della comunicazione, così “altre”.
In diretta trasmettono per il filmato sul “miracolo” di Lamberto. Purtroppo è breve. Io che ricordo con intensità il giorno delle riprese qui a Pietrarubbia nella chiesa del Monastero, mi aspettavo qualcosa di più, tuttavia ciò che Lamberto trasmette è l’intensa fiducia che lui, la sua famiglia e la gente attorno a lui hanno riposto nell’Eucaristia. Al termine della trasmissione li sento di nuovo tutti gioiosi. Il solito vaticanista non manca di venirmi a salutare: «Bravissima! - dice - lei è proprio una bella testimone: parla in modo moderno eppure porta un abito antico!» Mi viene da sorridere. Sono così abituata a vestire quest’abito che non mi ricordo mai di quale potente segno esso sia per la gente.
Lascio di nuovo la RAI con la medesima sensazione della prima volta: c’è ovunque e a qualunque livello un grande bisogno di luce e di verità.