Parole di Cristo e musica

Sulle stupende note di Haydn, le ultime sette parole di Gesù, pronunciate sulla croce, hanno riempito di preghiera e di commozione la chiesa di San Francesco. Ecco che cosa hanno detto di noi

Le sette parole più famose della storia, hanno risuonato ancora una volta, nel contesto di musiche e preghiera.
Il Maestro Ciavatta, caro amico della Comunità, ci ha onorate ancora una volta della presenza sua e dei suoi musicisti. Sulle note di Haydn, che musicò le sette parole di Cristo in croce, le nostre sorelle, sr Maria Karola, sr Maria Maddalena e sr Maria Giulia, hanno prestato voce e cuore al Vangelo, realizzando un momento meditativo commovente ed elegante, per l’edificazione del popolo di Dio.
Ecco come la stampa ha presentato la bella iniziativa:

COMUNICATO STAMPA


Successo per "Le Ultime Sette Parole di Cristo In Croce”
dirette da Ciavatta
San Marino, 28 marzo 2024.
Quando si parla di musica, vengono in mente tante cose, la pop star preferita, il particolare interprete di quel particolare genere, quel “pezzo” che andava mentre stava accadendo qualche fatto importante per noi, un lavoro, un insegnamento, il ruolo sociale della musica... Fra i tanti compiti che ha la musica (nelle sue forme più alte) c’è anche la riflessione, il pensiero, la sollecitazione dell’animo umano. Il concerto di mercoledì 27 marzo a San Francesco di San Marino per la Rassegna Musicale di Pasqua 2024 è andato esattamente in questa direzione. Le Ultime Sette Parole di Cristo in Croce di Franz Joseph Haydn sono state pensate dall’autore come musiche di scena (oggi si direbbe "colonna sonora") per le celebrazioni del Venerdì Santo. Non dovevano mostrare il tema originale, brillante, accattivante, stupire il pubblico, dovevano "solleciterà necessariamente l'impressione più profonda nell'animo dell'ascoltatore più distratto.” (F. J. Haydn). Nella pagina di Haydn, c’è qualcosa di mistico, qualcosa che va oltre il superficiale concetto di “religione”. Haydn descrive gli ultimi drammatici momenti della vita terrena di Gesù con una musica che è dolorosa e solenne, in certi punti drammatica, ma lo fa con la luminosità tipica del suo linguaggio, tale da comunicare già durante il trapasso, il dopo, la luce, la “Pasqua” dell'uomo. Musica di scena quindi che diventa musica per sollecitare nell’animo dell’ascoltatore una riflessione ricca di speranza, tanto necessaria oggi, in un tempo come quello che stiamo vivendo, attraversato da conflitti, contrapposizioni, prevaricazioni, violenza. L'Orchestra Camerata del Titano di San Marino ha dimostrato ancora una volta un elevato livello artistico e di essere capace di poter affrontare qualsiasi repertorio, con sensibilità e tecnica. Le scelte interpretative del M° Augusto Ciavatta sono state opportune ed originali, infatti l’edizione eseguita è quella autorizzata da Haydn per quartetto d’archi, che nella versione proposta da Ciavatta per Orchestra d’Archi, ha sicuramente ricreato quella profondità, spessore, intensità idonee allo scopo e più fedeli alla versione originale per grande orchestra. Un importantissimo contributo alla riuscita del concerto è stato dato dalle letture e meditazioni delle Monache dell’Adorazione Perpetua che come interpreti di una "sacra rappresentazione" hanno contrappuntato con delicatezza e profondità la musica di Haydn. Applausi sentiti e consensi per tutti gli interpreti per una serata di musica e cultura sammarinese davvero ben riuscita.