Rendiamo esplicita la Presenza

Cinque vie per andare verso il Convegno di FIrenze, cinque vie per ripartire dal Convegno vivendo l'avventura della Fede. Una riflessione di Vera a partire dal Logo.
Autore:
Mazzotti, sr M. Vera
Fonte:
CulturaCattolica.it
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La figura geometrica che è stata scelta come logo per il Congresso Eucaristico di Firenze riprende la struttura della cupola di Santa Maria del Fiore dalla cui base si dipartono cinque frecce, ognuna di un colore diverso, evidente riferimento ai continenti. Queste frecce che rappresentano la Chiesa in uscita però mancano del punto di origine comune: provando ad allungarle fino a farle incontrare scopriamo che partono da un punto disegnabile un po’ al di sopra della base della cupola, e questo punto è il centro di un cerchio. Quest’immagine è a me molto famigliare: quando siamo in coro o in Chiesa durante le preghiere comunitarie, noi monache dell’Adorazione Eucaristica, siamo distribuite su un piano orizzontale, oppure a ferro di cavallo, e siamo tutte orientate a Gesù Eucaristia, esposto tutto il giorno sul nostro altare. Durante l’adorazione possiamo vedere come i raggi dell’ostensorio partano dal centro dell’ostia per irraggiare tutto intorno. I raggi sono gli indicatori di quella presenza che supera la sostanza stessa del pane, è luce, e il raggio non è altro che luce da luce. Senza la sua fonte non potrebbe essere. I raggi sono come frecce, che partendo dallo stesso centro arrivano ad ognuna di noi, collegandoci a Lui e invitandoci a diventare noi stesse raggi della sua Presenza. Solo se mettiamo in luce da che centro partiamo, ha senso uscire, perché solo così possiamo mostrare di quale sostanza è veramente composto il corpo di Cristo. Allora uscire è annunciare, è la nuova evangelizzazione, è il punto di partenza per l’educazione delle nuove generazioni. E il primo annuncio è proprio educare a riconoscere da chi siamo abitati: il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Dove cercare nutrimento se non nella propria casa, la Chiesa Cattolica che dispensa il pane della vita, il pane trasfigurato in corpo di Cristo. Allora abitare è un invito a tutti i cristiani ad accorgersi della ricchezza che la loro casa custodisce, a riscoprire il patrimonio di secoli e riappropriarsene, con creatività e passione. Da qui verrà fuori l’umanità veramente rinnovata, il nuovo umanesimo: cominceremo ad avere quella visione trasfigurata di Cristo agnello sacrificato e glorioso, che è propria dei beati in cielo. Riconosceremo nella croce che svetta sulla cupola accennata di questo logo, ma soprattutto delle nostre chiese, il segno del sacrificio di Cristo e il sigillo della sua vittoria. Allora anche le nostre scelte cominceranno a partire da un altro punto di vista, non puramente orizzontale: uno originario, interno alla Chiesa, ma che la origina continuamente. È la Chiesa che fa l’Eucaristia ed è l’Eucaristia che fa la Chiesa.