Shalòm Miriàm

Il nome di Maria un testo biblico e poetico di Erri de Luca in una nuova produzione teatrale dell’associazione culturale 19 e-venti. Un'opera per la prima volta in scena a Concorezzo, uno spettacolo che offrirà il ricavato per il sostegno della nostra opera.
Autore:
Monache dell'Adorazione Eucaristica
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Per incontrarci"

Due travi di legno grezzo bianchi sono l’immagine di quest’opera teatrale. Le travi di una porta e dietro il Mistero in atto in tutta la sua umana drammaticità, in tutta la sua spirituale intensità.
Dietro la porta soprattutto una ragazza di nome Maria: il nome della Madre, come scrive Erri de Luca; Miriam come viene chiamata in questa sceneggiatura (nuova produzione teatrale dell’associazione culturale 19 e-venti). Una ragazza come mille, eppure unica; unica nel candore(grazia), unica nella semplicità disarmante, unica nella forza d’animo di fronte agli imprevisti di una vita che la mettono sempre a confronto con la morte, con la sofferenza che patisce colei che crede.
E accanto a Maria, un giovane uomo: Giuseppe. Joseph, colui che aggiunge. Colui che aggiunge alla grazia di Maria una fede incrollabile. Un uomo vero, con le sue debolezze, con i suoi tentativi di rimediare a una realtà cruda e incomprensibile (come quello di una futura sposa inspiegabilmente in cinta) abbracciando improbabili scorciatoie. Un uomo indignato e pentito e poi fedele, sincero e poi – ancora- colmo di stupore per la grazia che gli era capitata. Sì è capitata proprio a lui, artigiano del legno a Nazareth, discendente di Davide e poverissimo. Forte solo del suo indomito coraggio.

Questi due personaggi ci prendono per mano e ci accompagnano, con l’ausilio di una sapiente scenografia, di una musica dal vivo vibrante di bellezza, in compagnia di immagini colme di poesia. Ci accompagnano dentro un viaggio misterioso, a tratti onirico, a tratti umano, ma sempre interiore, profondo; un viaggio dell’anima.

Quasi come contraltare dei due s’innalza il pensiero del mondo, degli amanti del gossipdi ieri e di oggi, un pensiero goffo che s’infrange come contro ad un invisibile muro di purezza e di bellezza. Lo spettatore è messo inesorabilmente di fronte a un amore vero: quello di Miriam e Joseph, un amore intessuto di misericordia e di umanità, di grazia e di fedeltà.

Il finale, come spesso accade nel teatro, è a sorpresa, racconta con una sorta di colpo di scena, gli echi di una profezia, il riflesso di un déjà vu che scorre sul volto della Madre.
Lei sapeva già. Aveva già compreso la portata di tutto. Come se quel piccolo fiat che aveva pronunciato fosse già gravido, allora, di tutta la potenza della storia plurisecolare che da lì sarebbe scaturita.

Grazie a Matteo Riva, Adriana Bagnoli, Matteo Bonanni, Andrea Motta, Denise Carubelli, e Giuseppe Barticciotto per questo lavoro così carico di passione per il teatro e per questa storia capace di commuovere sempre. Ecco siamo giunti al termine, si chiude il sipario si riaccendo le luci nella sala, ma tu non vuoi.
No, tu vorresti che si aprisse ancora quel sipario per riscaldarti, ancora, a quel fuoco che scaturisce dalle misteriose lettere ebraiche del nome di מִרְיָם.

Shalòm Miriàm!

Scarica volantino