Triduo Santo 2026 in monastero

Prepariamoci insieme a vivere il giorni più importanti dell'anno: ecco gli orari delle celebrazioni

La Settimana Santa, detta anticamente Settimana Autentica, rivela il senso di tutto il tempo vissuto.
Passano i giorni: ma c’è un giorno, un’ora, che non passerà mai.
Il tempo corre e sembra portarsi via gioie e dolori: ma c’è una gioia, ed un dolore, che non passeranno mai.
Scorrono volti e voci nelle nostre frenetiche giornate di città ed anche la campagna, con la sua andatura stagionale, sembra oggi volersi assoggettare a questa frenesia.
Tutti corrono verso una misteriosa meta, eppure la meta è accorsa verso di noi.
Questa meta, che è la bellezza, la gioia, la felicità piena - quella vera - ci ha raggiunti nel bel mezzo dei nostri percorsi tortuosi, per rivelarci finalmente il suo volto.
Avvicinandosi a noi ha detto: Eccomi! Quell’Eccomi eterno che non finirà mai.
Questa è la Settimana Santa, perché questa è la Croce, come scrisse la grande poetessa Alda Merini: “un vessillo di grande pace”.
Ora sappiamo che qualcuno ci ha amati, qualcuno ci ha detto: tu vali il sacrificio della mia vita. E questo qualcuno era Dio.
Affidiamo a Lui i nostri cuori, sapendo che li porterà con sé: non fino alla Croce, ma fino alla Resurrezione!
Camminiamo con Gesù, guardiamo Lui, ed Egli ci condurrà a riconoscerci - come Lui, in Lui - figli del Padre.
Seguiamolo nei suoi passi.
Il giovedì, durante l’ultima cena. Il venerdì, sotto la Croce con Maria.
E poi lì, dentro quel sepolcro, custode del misterioso silenzio del Sabato Santo… un silenzio che è attesa trepidante che il seme dia finalmente il suo primo germoglio: non in un passato lontano, ma dentro di noi.
E sentiremo affiorare anche in noi, per noi, queste parole: “La gioia di Pasqua non è quella che segue il dolore, la libertà dopo le catene, la sazietà dopo la fame, la riunione dopo la separazione. Essa è la gioia che si libra sul dolore e lo compie” (Simon Weil).