Massimiliano Kolbe e la Madonna

Una vigilia di ferragosto diversa, per i sammarinesi: col Santissimo Sacramento esposto: canti e proiezioni, meditando sulla Madonna con lo spirito e le parole di san Massimiliano Maria Kolbe.

La sera tra il 14 e il 15 agosto di quest’anno nel nostro Convento di San Marino, dove per tre mesi soggiornò nel lontano 1915 san Massimiliano Kolbe, abbiamo vissuto una splendida veglia che commemorasse tanto il grande santo che la solennità dell’Assunta.
Alcune parole di san Massimiliano sulla Madonna hanno accompagnato la nostra meditazione fatta ci canti e di immagini. Era bello vedere, oltre ai nostri fedelissimi amici fermi in preghiera, turisti di ogni tipo fermarsi prima distrattamente poi sempre più rapiti dalla musica e dalle parole, oltre che dalle immagini proiettate, e respirare un clima diverso, dal solito caos ferragostano.

Non solo il santo polacco era stato battezzato in una chiesa dedicata all’Assunta, ma il 14 agosto del 1941, ad Auschwitz, Massimiliano Kolbe alcuni istanti prima di morire, col braccio teso verso il carnefice che gli avrebbe iniettato il veleno mortale, chiese: “Che giorno è?”. E il soldato rispose: “E’ il 14 agosto”. E san Massimiliano replicò: «Bello! E’ la vigilia dell’Assunta: domani farò festa con Lei in Cielo». Egli che aveva detto di sé: «Voglio diventare cenere per l’Immacolata» fu bruciato nel forno crematorio il 15 agosto dello stesso anno.

Fu nel 1917, sulla scia dell'impegno teologico e intellettuale che i francescani avevano speso nei secoli per promuovere il riconoscimento dell'Immacolata Concezione di Maria, padre Massimiliano Maria Kolbe fondò, assieme ad alcuni confratelli, la "Milizia dell'Immacolata". L'obiettivo era dare continuità anche sul fronte esistenziale e pastorale al legame dei Frati Minori Conventuali con Maria, diffondendone nel mondo la devozione anche attraverso i mezzi offerti dalle tecnologie del tempo, quali la stampa e, successivamente, la radio. Kolbe era infatti consapevole di doversi impegnare in un periodo storico difficile, caratterizzato dall'emergere di ideologie totalitarie e dalle sfide sociali poste dall'industrializzazione, dal materialismo e, appunto, dallo sviluppo dei mass-media. Studiò quindi tutto, per vedere gli aspetti positivi di ogni realtà e costruire poi su queste basi.

Del resto, per San Massimiliano, l’amore alla Madonna non era semplicemente un fatto devozionale, ma rappresentava un impegno formale a collaborare con lei e come lei, con ogni mezzo all’opera della redenzione.

Padre Kolbe, nel maggio del 1932, scrisse una lettera chiedendo che nei collegi francescani ci si potesse consacrare illimitatamente all'Immacolata secondo lo spirito della Milizia Immacolata. E che si studiasse la causa dell'Immacolata sotto l'aspetto storico, dogmatico morale, giuridico, ascetico. Scriveva ancora che: «nello stesso tempo, si studino i movimenti antireligiosi della nostra età, le loro fonti, i loro metodi, gli effetti; ecc. distinguendo in tali movimenti che cosa c'è di buono e che cosa c'è di male in essi, perché non c'è modo migliore per estirpare un cattivo movimento che conoscere cosa contenga di bene, e applicarlo subito alla nostra causa. Le omissioni a questo riguardo hanno prodotto deplorevoli eventi nel Messico e in Spagna; occorre esercitarsi secondo la propria possibilità (preghiere, mortificazioni, ecc.) per questa causa e preparando il piano d'azione per il futuro».

Un’eredità che vorremmo raccogliere, tanto nella devozione mariana che nell’impegno culturale onde favorire l’educazione alla fede e alla valorizzazione della tradizione cristiana, fondamento della nostra Italia e dell’Europa tutta.