Auguri di Pasqua 2018

Nella cornice del passio di San Marino, sulle "note" di una poesia di Emily Dickinson e sullo sfondo di un'opera di Caspar David Friedrich, i nostri più cari auguri pasquali

Carissimi amici,
il martedì Santo abbiamo ripercorso la Passione, in preghiera, tra le vie di San Marino. Non un percorso qualsiasi, ma quello che ci riguarda intimamente: dalla chiesa di Cappuccini alla nostra chiesa nel Centro Storico. San Marino si è trasfigurata e ci è apparsa come una Gerusalemme ficta, una piccola Sion dove luci e oscurità hanno disegnato una sorta di mappa spirituale. Dal cenacolo alla Risurrezione, passo dopo passo si è impressa nei nostri cuori e nelle nostre menti tutta la vita e tutta la storia di questo anno: fatti, volti, persone.
Le arcate della Chiesa dei Cappuccini sono state la cornice maestosa e solenne dell’ultima Cena, una sorta di grembo silenzioso ove Cristo ha posto il suo seme d’eternità: l’Eucaristia.
Le arcate della Chiesa di San Francesco hanno visto questo seme germogliare nella luce della risurrezione. La gente ha partecipato con fede, gli attori professionisti e non hanno vissuto tutto con grande amore, i canti hanno alimentato la speranza. Insomma è stato un evento davvero pasquale!

La piazza di Sant’Agata, lucida per i fari e lo scioglimento della neve, ha ospitato le scene del giudizio di Pilato e della salita al Calvario. Un’immagine potente: sembrava di essere sua una grande nave traghettati a dispetto della tragedia, dentro l’eternità.

Ci è tornata alla mente una poesia di Emily Dickinson intitolata appunto: Easter, Pasqua e datata 1879:


Those not live yet
Who doubt to live again -
"Again" is of a twice
But this - is one -
The Ship beneath the Draw
Aground - is he?
Death - so - the Hyphen of the Sea -
Deep is the Schedule
Of the Disk to be -
Costumeless Consciousness -
That is he -


Non vivono veramente
Quelli che dubitano di vivere di nuovo -
"Di nuovo" sa di Duplice
Ma questa - è una -
La Nave sotto al Ponte
In secca - è?
La Morte - perciò - il Trattino del Mare -
Profondo è il Progetto
Del Disco che sarà -
Spoglia Consapevolezza -
Ecco cos'è -


Vive solo chi vive per l’eternità. Questo è il sentimento che domina questo carme della Dickinson. La vita è assimilata a una grande nave che scompare per un attimo sotto a un ponte e compare di nuovo. Quel Ponte - quel drow-bridge della poesia -è quasi il ponte levatoio della morte, una sospensione necessaria perché si riveli l’eternità.
Così il camino per le vie di San Marino, così il Monte Titano che domina la pianura riminese come una grande nave protesa verso il Cielo, nel momento della passione ci è parso il trattino sospeso della morte, della riflessione sulla passione, che ci ha aperto con certezza la via dell’eternità.
Anche Caspar David Fridrich, qualche anno dopo la Dickinson (1818), quindi esattamente due secoli fa, visitò le bianche scogliere di Rügen e dipinse un paesaggio simbolico che riflette l’anelito dell’uomo all’eternità.
I tre personaggi che contemplano le scogliere: Friedrich, la moglie Caroline Bommer, sposi dal 2 gennaio di quello stesso 1818, e il fratello dell’artista, non sono messi a caso, le loro vesti e le loro posture rimandano ad altro. Caroline è la carità, tinta di rosso, il fratello dell’artista che contempla l’orizzonte è la speranza, l’artista a bocconi mentre perde anche il cilindro è la fede.
Tra le rocce bianche lo scorcio di mare offre allo sguardo una barca, simbolo appunto della vita umana che si avvia verso l’eternità. Ecco che cosa ci traghetterà dentro il mare inquieto della nostra storia: la fede la speranza e la carità.
E’ l’augurio per questa Pasqua che si possa vivere ogni giorno in quella carità che sgorga dalla redenzione di Cristo, ce la fede ci purifichi lo sguardo per vedere in ogni cosa la parabola dell’eternità e che la speranza ci sorregga nei giorni della tempesta e dell’oscurità.

Auguri di cuore
dalle Comunità di Pietrarubbia e San Marino

sr Maria Gloria e sorelle
con Angelo Cristian e Domenico