Auguri di Pasqua 2019

Nell’Eucaristia vediamo l’impronta divina di un Cristo che soffre con noi, ma siede nel trono di gloria, accanto al Padre suo. Siete con noi, in quest’attesa della notte di Pasqua, Madre di tutte le veglie, e nell’offerta delle vostre intenzioni davanti al SS.mo Sacramento.

Dalla Gerusalemme di Hans Memling

È una sorta di storyboard degli ultimi giorni della vita di Gesù quello che Hans Memling dipinge in questa tavola. Uno sguardo che indaga dentro le mura di Gerusalemme, città che sta nel cuore della rivelazione giudaico-cristiana, città cara alla cultura occidentale, incastonata nella terra d’oriente.
Sarà perché abbiamo tra noi, da qualche mese, abuna Feras, frate della Custodia che è stato parroco per tanti anni a Gerico e a Gerusalemme; sarà perché la Terra santa, in questi anni, ha segnato il passo della vita della nostra comunità, sarà per il Passio che abbiamo vissuto per le vie dal sapore antico della città di San Marino, ma questa visione fiamminga di Gerusalemme ci ha colpito. Così l’abbiamo eletta a luogo ideale, ma vero, per raggiungervi e farvi i nostri auguri.
Da destra a sinistra, dall’ingresso trionfale in Gerusalemme, fino alla risurrezione, le scene della vita di Cristo si snodano con chiarezza. La città è vista da lontano, dal monte degli Ulivi. Si guarda la città dal luogo delle lacrime di Cristo. Si guarda per vedere meglio e più in profondità gli eventi della passione, ma non si rimane estranei. Anzi, si è più dentro di altri. Così è del Monastero: da qui si guarda la storia degli uomini da lontano come dal Monte degli Ulivi, ma non si è spettatori impassibili di questa storia anzi, si percepisce l’angoscia, la difficoltà e la ferita che ogni cuore, ogni famiglia e ogni comunità porta n sé.

Maria Teresa Carloni
Ci ha colpito lo scritto di una mistica marchigiana, Maria Teresa Carloni, nata a Urbania cento anni fa (1919), che proprio in Terra Santa ha avuto la più grande percezione della Presenza di Cristo. In uno scritto parlando del Monte degli ulivi racconta:

Sul Monte degli ulivi e nelle vicinanze del luogo in cui le lacrime divine sono sgorgate non tanto per una distruzione di un Tempio, bensì per quella umanità non credente, ecco il punto in cui Gesù discese al Cielo. È rimasto un sasso di roccia come unico testimone. Sul sasso s’intravede un’impronta. La tradizione dice che sia l’orma del piede sinistro di Gesù quando, sollevandosi verso il cielo, ha alzato il piede destro nello stesso modo con cui un atleta si solleva per scavalcare un ostacolo. Non è l’orma che attira la mente. L’edicola scompare, scompare l’orma, si apre libera la visione del Monte degli ulivi e della città che avrebbe visto la morte del figlio di Dio. Si scopre in altre parole la moltitudine di anime che comprendendo soffrono e seguono il Maestro, e quelle di coloro che si allontanano attendendo chissà quale nuovo Messia ricco di potenza materiale.

A noi, come alla mistica di Urbania, la vista della Gerusalemme di Memling appare come simbolo della divina e dolorosa Redenzione del mondo. Ci sentiamo come quei piccoli e inginocchiati donatori che assistono alle scene in preghiera.
La donna è vicina alla caduta del Signore, quella in cui il Cireneo prese su do sé la croce. Ci è venuto da pensare come, Cirenei della storia, siano i figli abortiti, martiri innocenti che prendono su di sé il dramma della caduta della Presenza di Cristo dal cuore degli uomini. E con essi, uomini non nati, ci sono tutti i martiri dei Calvari della storia: dai pogrom ad Auschwitz; dai Gulag ai luoghi di persecuzione, in Medioriente, in africa, nel Venezuela e in Cina.
L’uomo, invece è accanto al luogo dell’arresto: agli apostoli dormienti, a Pietro che tenta di farsi giustizia da solo tagliando l’orecchio al servo del sommo sacerdote e a Giuda, il traditore.
Con lui la nostra preghiera sale a tutti i traditi e i traditori, agli abusi, alle ingiustizie di ogni categoria, ai cristiani che non sono più tali e che recano ulteriori ferite alla Chiesa di Dio.

Come Maria Tersa Carloni ha visto scomparire l’orma divina impressa sulla roccia del Monte degli Ulivi, anche noi vediamo trasfigurata nell’Eucaristia l’impronta divina di un Cristo che è con noi, cammina in questa storia ebbra di sangue, ma non lascia la sua gloria, sedendo in trono accanto al Padre suo.

Così, dalle strette strade di San Marino fino agli orizzonti, infiniti e perugineschi di Pietrarubbia, vediamo dipanarsi la storia della Passione del Signore nella Chiesa, attendendo come i due donatori di Memling l’ora della gloria.

Siete con noi in questa preghiera e in quest’attesa, nella notte di Pasqua, Madre di tutte le veglie, e nell’offerta delle vostre intenzioni davanti al Santissimo Sacramento.

Buon Pasqua!
suor Maria Gloria
e le sorelle Adoratrici di Pietrarubbia e di San Marino
con Angelo e Cristian


Brevi News
Le nostre notizie sono buone. Dal 22 Novembre scorso siamo ufficialmente membri della Comunità di Adoratrici di San Francisco (USA). Stiamo attendendo i tempi canonici onde poter fare le professioni solenni, mentre continua il noviziato che, a Dio piacendo, vedrà in giugno l’entrata di Alessia. Raccomandiamo anche le altre sorelline che stiamo seguendo perché possano completare il loro aspirandato e rispondere alla loro vocazione.
Prosegue il gruppo di Adoratori laici che vorremmo a breve aggregare a pieno titolo alla Comunità, inoltre in questo ultimo anno abbiamo avuto la gioia di veder rinascere il gruppo giovani: IGAM, già sorto nel 2005.

Continuano i lavori di restauro e abbiamo iniziato due raccolte di fondi. Una per sistemare il chiostro di San Marino dove non esiste giardino, ed è visibile al pubblico dall’alto. Pertanto vorremmo creane uno, sia per dare la possibilità alle sorelle di stare all’aria aperta senza uscire dal Monastero, sia per creare un piccolo orto. L’altro è la sistemazione dei fondi del Monastero di Pietrarubbia per avere dei locali dove collocare la biblioteca e alcuni laboratori.
Ringraziamo tutti quelli che già ci hanno sostenuto e che continuano a sostenerci. Ogni mese dedichiamo una Santa Messa alle intenzioni dei nostri benefattori.