Danuta: il sì alla misericordia

Il 29 di novembre scorso Danuta ha emesso la sua professione temporanea prendendo il nome di suor Maria Danuta Giovanna della Misericordia. Un nome profetico soprattutto per l'inizio dell'anno della misericordia voluto da Papa Francesco.
Autore:
Zuntini, sr Maria Karola
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Sembravano i preparativi per un matrimonio quelli di domenica 29 novembre, prima di Avvento, la prima del nuovo anno liturgico, giorno della consacrazione di Danuta, mediante i voti semplici di castità povertà e obbedienza.

Tanti amici, di ieri e di oggi, oltre che parenti, tanti fiori, un'aria spumeggiante di festa, perché la liturgia monastica della professione è una liturgia nuziale.
''Sono giunte le nozze dell'Agnello, la sua sposa è pronta'', pronta come lo sbocciare di una rosa, il fiore che ha fatto compagnia a Danuta sin dalle sue origini ostrensi, attraverso la dolce effigie della Madonna della Rosa.

Attraverso Maria lei ha sentito la presenza dell'Amato Gesù accanto, e ha imparato, nel corso degli anni, grazie dall'esempio di mamma e papà, a scegliere ciò che piace di più a Dio, senza cedere alla tentazione di pensare che ci sia qualcosa di più importante.

Il grande mistero dell’Amore trinitario l'ha seguita nell'infanzia e nell'adolescenza, facendosi carne dapprima nei volti di tanti amici di Comunione e Liberazione, poi dei Sacerdoti della Fraternità san Carlo ed infine nel carisma della Bellezza, incontrato attraverso suor Gloria Riva, che nel Montefeltro a iniziato questa nostra esperienza di vita monastica e di adorazione, le Monache dell’Adorazione Eucaristica.

Un nuovo inizio per Danuta, una promessa di bene da parte del Signore, suo grande innamorato, fin dal concepimento. Ella, infatti, fu concepita l'8 dicembre del 1987 un dono profetico della Madonna alla mamma di Danuta per questa figlia che un giorno sarebbe stata sua.
Un cammino il suo come la tastiera del pianoforte,(suo strumento), tinto di bianco e di nero, di gioie e di lacrime, per un senso fortissimo dell'amore come carità e passione per ogni persona; un cuore vibrante come una corda di violino e vasto come un oceano.

Sr Danuta Giovanna ora ha una missione: ha scelto di chiamarsi della misericordia, per una provvidenziale coincidenza di tempi, perché il Vangelo accompagna sempre le storie degli uomini. Lei stessa ha voluto esprimere i contenuti di questa parola in un libretto che ha offerto nel giorno della sua professione, corredato da sue composizioni musicali e canore, eseguite con amici o con le sorelle della sua comunità. In questo libretto dal titolo rachamim si parla di una misericordia forte, virile, giusta e vera, come quella di Gesù, secondo l'accezione ebraica del termine ''rachamim'', che nulla ha da spartire col sentimentalismo. Le viscere di misericordia di Dio significano l'utero materno, qualcosa di ben radicato dentro, come la fede nella sua esistenza. Come quella delle forti donne polacche, che portano il nome d Danuta.
Al termine della serata, gli amici del Teatro dell'Aleph, ci hanno regalato uno spettacolo bellissimo su Giovanna d'Arco, eroina a noi cara per tanti motivi e patrona di Danuta, dal momento che già nel battesimo il suo secondo nome era proprio Giovanna.

Le molte persone che l'hanno incontrata non hanno più dimenticato i suoi occhi ed il suo sorriso, come una spinta a voler bene di più, ad essere di più del Signore.
Sapevano, infatti, che sr Danuta Giovanna aveva una preghiera per tutte loro.
La gioia luminosa che lei irradiava quel giorno l'accompagni ogni giorno, nella sua offerta lieta per redimere con Cristo il mondo.



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