Dibattuti fra tenebre e luce

I nostri auguri di Pasqua hanno come ideale cornice l'incontro fra la Maddalena e il Risorto. Un Noli me tangere di Rembrandt ricco di suggestione che rimanda al nostro tempo e alla nostra storia.
Autore:
Monache dell'Adorazione Eucaristica
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Comprendete: l'ora della tempesta e del naufragio, è l'ora della inaudita prossimità di Dio, non della sua lontananza.
Là dove tutte le altre sicurezze s’infrangono e crollano
e tutti i puntelli che reggevano la nostra esistenza sono rovinati uno dopo altro,
là dove abbiamo dovuto imparare a rinunciare, proprio là si realizza questa prossimità di Dio,
perché Dio sta per intervenire, vuol essere per noi sostegno e certezza.
[…]
Che solo ci sia dato di comprendere con retto discernimento le tempeste della tribolazione e della tentazione,
le tempeste d'alto mare della nostra vita! In esse Dio è vicino, non lontano, il nostro Dio è in croce.
La croce è il segno in cui la falsa sicurezza viene sotto posta a giudizio e viene ristabilita la fede in Dio.

Dietrich Bonhoeffer

Carissimi,
le parole di questo Pastore luterano, a noi molto caro, fanno da cornice, non solo a quest’opera di Rembrandt, ma anche ai sentimenti che accompagnano i nostri auguri pasquali.
Ci affascina questa Maddalena di Rembrandt (un uomo che di naufragi e sconcerti nella vita ne ha conosciuti molti), ci affascina perché rispecchia il cammino di quest’anno, nostro e del tempo storico che stiamo attraversando. Un tempo che si dibatte continuamente tra la sensazione di essere abbandonati da Dio e la certezza di essere da Lui amati, chiamati per nome, custoditi.
La Maddalena sta tra il buio di un sepolcro e la luce del Salvatore. La mano è tesa verso angeli che hanno l’opacità del sogno, ma il volto è illuminato dalla presenza di Cristo. E mentre lei è tutta rivolta al nostalgico passato di un sepolcro vuoto, lui, Cristo, imbraccia la pala e, con passo deciso, già si avvia verso il futuro, simboleggiato da un’anacronistica cattedrale.
In questi giorni di silenzio, accompagnate dalla liturgia, e sostando idealmente davanti al sepolcro vuoto del Salvatore abbiamo avvertito più acutamente l’odore di morte che ci circonda. Le parole della via Crucis e dell’Angelus di Pasqua di papa Francesco, hanno reso ancora più certo il sentore che tutti avvertiamo. La morte di migliaia e migliaia di martiri. Là dove si pensava fossero cessate le prove, laddove si sperava in un futuro di pace, si è levato alto il grido del terrore. Ed è un grido così prossimo all’Italia che getta i più vigilanti nel fondato timore che possa esplodere anche qui, tra noi, forse già domani. La morte della Famiglia sotto le pretese spoglie del rispetto di una ideologia (quella del Gender) che non realizza l’uomo, ma lo spoglia della sua più profonda e vera identità. La precarietà economica e la sensazione di essere guidati, non da chi abbiamo legittimamente eletto, ma da altri che dettano in realtà leggi di mercato e di pensiero cui tutti dobbiamo sottostare, senza possibilità di scelta. Tutto questo e, forse, molto altro ancora, segna profondamente il nostro quotidiano facendoci simili a questa Maddalena, seduta lì ai piedi del sepolcro con il suo vasetto di nardo profumato, intonso.

Sì abbiamo un tesoro in vasi di creta e mai come quest’anno, abbiamo toccato con mano la lotta e insieme grazia misteriosa che accompagna la fondazione di un Monastero totalmente dedito all’adorazione eucaristica e alla ricerca della Bellezza. Ci ha commosso il Santo Padre quando all’Angelus di Pasqua indicava proprio la Bellezza come una delle vie della speranza, come il luogo del lavoro, simile alla vanga del Cristo di Rembrandt, che edifica la Chiesa.
Oggi tutti parlano di Bellezza, ma quando abbiamo cominciato, ormai 17 anni fa, quando abbiamo iniziato questa avventura nel Montefeltro (8 anni fa) erano in pochissimi a farlo. E che la radice di ogni Bellezza sia il Cristo realmente e sostanzialmente e veramente presente nell’Eucaristia, forse, ancora siamo tra i pochissimi a farlo. Le luci e le ombre tra cui siede la Maddalena sono le luci e le ombre che abbiamo vissuto continuamente.
I lavori di restauro della casa ci hanno impegnato alquanto e abbiamo avuto anche momenti di sconforto per le ingenti spese che abbiamo affrontato e che ancora dobbiamo affrontare. Il Signore però ci è stato vicino e la sua Presenza si è fatta sentire proprio attraverso il vostro aiuto, cari amici. Ancora una volta tutto quello che siamo riuscite a realizzare, oltre ad essere frutto del nostro lavoro, è stato frutto dell’aiuto, dell'amicizia e delle offerte, spesso significative, di moltissimi di voi. Grazie, grazie. Se la vanga che tiene fra le mani il Risorto di Rembrandt, ci ricorda che abbiamo ancora molto lavoro da fare, la luce che proviene da lui ci rimanda a tutti voi, che nel momento dell'oscurità siete stati davvero una luce di speranza per noi.
La campagna di raccolta dedicata a un ramo di mandorlo per Pasqua ha trovato risposte che sono andate oltre ogni nostra aspettativa. Vi ringraziamo di cuore. Si sta verificando tra noi quello che scrisse Elliot, altro poeta a noi caro:
In luoghi abbandonati
Noi costruiremo con mattoni nuovi
Vi sono mani e macchine
E argilla per nuovi mattoni
E calce per nuova calcina
Dove i mattoni sono caduti
Costruiremo con pietra nuova
Dove le travi sono marcite
Costruiremo con nuovo legname
Dove parole non sono pronunciate
Costruiremo con nuovo linguaggio
C’è un lavoro comune
Una Chiesa per tutti
E un impiego per ciascuno
Ognuno al suo lavoro.
(Da: I Cori La Rocca)

Non dimentichiamo però che la Chiesa che andiamo edificando, prima di essere chiesa di pietre, è Chiesa viva fatta dalle nostre vite offerte al Signore. Nei prossimi mesi abbiamo diverse sorelle che raggiungeranno, a Dio piacendo, traguardi significativi. A maggio Tina, ora novizia, emetterà i voti temporanei e a Giugno, sr. Adriana termina il triennio dei voti temporanei. Altre sorelle poi tra giugno e settembre proseguiranno, sempre a Dio piacendo, il loro percorso con: la rinnovazione dei voti temporanei (sr. Irene, sr. Maddalena e sr. Vera); la fine dell'anno canonico di Noviziato (Giulia) e la professione temporanea (Danuta). Tutte affidiamo al Signore perché si possa rispondere sempre più adeguatamente a quel cammino di consacrazione che davvero edifica la chiesa, essendone come le radici e le fondamenta.

Un’ultima perla di luce sul nostro cammino è l’inizio timido, ma sempre più ricco di segni della Benevolenza del Signore di una Comunità di monaci dediti all’Adorazione Eucaristica e a quest’affascinante via pulchritudinis. Se la prudenza ci impedisce di parlarvene diffusamente, la passione per questa cosa bella che nasce ci fa chiedere ancora di più la vostra preghiera e il vostro ricordo.

Rembrandt coglie il momento in cui la Maddalena, voltatasi di scatto verso il Signore Gesù, viene chiamata per nome e così s’illumina della luce della grazia e della conoscenza del Risorto. Anche noi vogliamo assicuravi questa preghiera: siete chiamati per nome davanti a Gesù, che risplende come luce nell’Eucaristia luogo dal quale diffonde la grazia, la conoscenza vera e la pace.
Con questi sentimenti e con il cuore colmo di gratitudine per ciascuno di voi, vi auguriamo nel Signore un felice periodo Pasquale!