Il lavoro è condivisione e fortificazione

A dispetto della pandemia, Gesù ci sta regalando lunghe giornate di sole e di tranquillità. Non per starcene tranquille al riparo da epidemie, ma per pregare meglio e con più consapevolezza, trasformando anche il lavoro in una preghiera più intensa. Una riflessione di suor Maria Vera ci racconta come...
Autore:
suor Maria Vera
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Noi, monache dell'Adorazione Eucaristica, stiamo sperimentando quanto sia profetica la nostra vita in questo tempo.
Tutti noi, nelle case e nelle campagne siamo ora costretti a vivere all'interno del recinto domestico: una sorta di clausura, una condizione che mette alla prova se stessi e fa conoscere meglio chi ci vive accanto.

Noi stiamo vivendo questo tempo, così particolare per tutti, con la normalità del ritmo scandito dalla preghiera, dal lavoro, dal riposo e dalla vita fraterna.
La preghiera però si è fatta più urgente e grazie ai nuovi media ci siamo fatte finestre perché la partecipazione alla divina liturgia sia fruibile da quanti lo desiderano sempre più consapevolmente.
Il lavoro, in questi giorni soleggiati, ci ha visto intraprendere un’impresa comunitaria per rinnovare il nostro giardino, l’orto e il frutteto. L'essere tutte a casa e a disposizione l'una dell'altra ci fa sperimentare la grazia della compagnia. Se, infatti, la vita comunitaria è ritenuta spesso maxima penitentia, in questi giorni scopriamo la gioia di essere insieme per costruire e ristrutturare quello che ci è affidato.
Il lavoro che ci sta impegnando negli ultimi giorni, dopo aver sistemato e preparato l’orto, è poi particolarmente lungo e difficile: mettere a nuovo il frutteto che da anni chiede di essere sistemato.

Ci sono molti alberi secchi, perché è mancata la potatura o è intervenuta qualche malattia e le stagioni hanno lasciato il loro segno sia sul suolo che sui rami. È un lavoro insostenibile per una o due persone, prive di mezzi tecnici professionali. I nostri strumenti, a parte le mani, sono rastrello, sega elettrica e motosega, seghetto manuale, cesoie, carriole, e la mitica Ape, guidata da suor Adriana. Ognuno ha il suo ritmo: c'è chi parte dal raccogliere i legni secchi, quelli grandi, che intralciano il cammino; chi invece opera con il rastrello: raccoglie le foglie e i rametti che si accumulano silenziosi; c'è chi pota gli alberi da frutta, e chi riempie le carriole con il materiale più fine.
Sotto di noi e davanti ai nostri occhi cresce la bellezza sepolta dal riposo autunnale e tra di noi si genera quella fraternità che ci rende partecipi della Redenzione. È questa l’opera di Dio, che cerca sempre operai nella sua vigna. Non vuole fare tutto da solo, neanche Lui.
Con l'audacia di chi sa di stare costruendo un pezzo del Suo Regno, vi chiediamo di partecipare anche voi nelle vostre case a quest’opera redentiva e di aiutarci a completare il Ginger per realizzare il prossimo restauro delle nostre cantine. Ci saranno sempre più luoghi dove incontrarsi per ridirsi quanto abbiamo bisogno l'uno della testimonianza dell'altro per essere confermati nella fede.


Abbiamo bisogno del tuo aiuto!
L’accoglienza e la bellezza sono condizioni necessarie per esprimere appieno il nostro carisma il nostro Monastero nella sua austera bellezza ha bisogno di restauri importanti, specie nei sotterranei che sono veri scrigni di bellezza. Abbiamo perciò iniziato una nuova campagna con IdeaGinger. Il tuo piccolo contributo servirà a una grande opera!