Il lavoro che edifica

La frequenza dell’uomo è la frequenza della terra: una simbiosi materiale e spirituale, che nasce, cresce, feconda e muore quando tutto è compiuto, quando tutto è maturato, dato ed offerto.

Proprio in questo mese di gennaio, dopo la neve, manna per la nostra terra, e dopo il momento delle festività natalizie, siamo tornate alla terra: sorgente e madre.
La parabola della terra è insegnamento per la vita dell’uomo: insegna l’attesa, l’umiltà, il sacrificio e la fatica, la maturazione ed il compimento, la disponibilità a dare, ad esserci.
Insegna la semplicità del fare quello che occorre in questa o quella stagione, senza inventarsi niente, semplicemente obbedendo ai ritmi del sole e della luna, delle stelle e del vento, dell’acqua e della luce.
Anche noi adoratrici veniamo edificate dalla creazione quando lavoriamo il campo e l’orto, quando potiamo e tagliamo, quando raccogliamo ciò che ci è meravigliosamente offerto da Dio Padre.
L’agricoltura ci edifica guardando il seme, che può cadere sul terreno buono ma anche meno buono, metafora del nostro cuore; da qui dipende il frutto che raccoglieremo e che verrà trasformato dalle nostre mani.
In questi momenti la comunità si riunisce: le sorelle di San Marino vengono ogni giorno a dare il loro contributo nel monastero di Pietrarubbia e siamo unite in uno stesso impegno. Ognuno mette a disposizione i suoi talenti, il tutto scandito dal silenzio e dalla preghiera puntuale dell’Angelus a mezzogiorno.
Quest’anno, tra gli squarci di sole, i nostri lavori sono stati inaugurati da amici che hanno a cuore la nostra opera. Enzo Maioli, il papà di Sr Elena Erica, è venuto per qualche giorno con due suoi operai a coordinare i lavori di potatura. La potatura è un lavoro che dà nuova vita alle piante. Anche nella nostra vita possiamo vedere ogni giorno cosa possiamo potare, perché possa portare nuovi frutti e farci crescere verso il nostro compimento. Tutto questo con un nuovo respiro, che ci edifica come comunità.
Un insegnamento grande è per noi la libertà spirituale della terra: la lavoriamo, ma rivolte ai beni eterni; nella pazienza di portare sulle spalle alle volte l’incertezza del raccolto, crediamo che la Provvidenza sarà sempre generosa con coloro che, come gli antichi monaci benedettini, dissodano loro stessi in una zolla di terra.