Il presepe Napoletano

Un presepe pieno di sorprese, antico e sempre nuovo, un presepe che educa alla Presenza del Dio con noi: il Presepe napoletano!

Dietro l’ambientazione, le statuine e persino gli oggetti del presepe tradizionale ci sono infiniti rimandi. In particolare è il presepe napoletano a conservare e tramandare la maggior parte dei simboli della tradizione e della Scrittura.
La capanna, ad esempio è collocata in fondo quasi dentro un profondissimo cono, ed esprime la Kenosi del Verbo. Il verbo si è fatto carne ed è disceso dal suo cielo per rivestirsi della nostra umanità. Attorno alla grotta ruotano personaggi vari: fruttivendoli, vignaioli, venditori di pesce e di formaggi e altri ancora. Si tratta della personificazione dei mesi: gennaio il macellaio; febbraio il venditore di ricotta; marzo il pollivendola e via di questo passo. In tal modo si vuol narrare che l’eterno è entrato nel tempo. Il Creatore si è fatto creatura e il Creato intero gli rende omaggio.
Anche il simbolismo dell’acqua è di capitale importanza nel significato spirituale e biblico del Presepe. L’acqua nell’Antico testamento è simbolo della torah ed ora la Parola stessa si è fatta carne qui ed ora. Così nel Presepe non mancherà mai il fiume con un ponte; la sorgente a cui il pastore o il gregge si abbevera e il pozzo. Il pozzo è il luogo dell’innamoramento per i patriarchi, ma è anche il luogo dell’oscurità. Quindi rimanda al cuore dell’uomo capace di amore senza limiti e di egoismi i inauditi, Gesù è venuto a sanare queste contraddizioni proponendo appunto un percorso spirituale, quello designato dal fiume. Risalire la corrente significa fare un percorso di ascesi. Attraversare il ponte che unisce le due rive del fiume comporta l’attraversamento delle realtà terrene per affondare lo sguardo in quelle spirituali.
Ma tra tutti gli elementi del presepe napoletano ce n’è uno, un personaggio, che sorprende più degli altri. È il mendicante, talora descritto nei panni dell’accattone che allunga la mano e cerca. Non si tratta di un riferimento alla povertà, ma di ben altro! Quel personaggio rappresenta le anime pezzentelle, ossia delle anime del purgatorio che vagano cercando suffragi. Le Pezzentelle (dal latino petere ossia chiedere per ottenere) vagano per il presepe ripetendo instancabilmente: fate del bene alle anime dei defunti!
I doni stessi che ci si scambia a Natale sono parabola del gran dono che Cristo è venuto a portare: quello di una vita che non muore.

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