Il seme di Dio nella terra di Adriana

Il 10 giugno, giorno del Corpus Domini, il giorno in cui la fede nel Santissimo trionfa per le strade e per le piazze della città, Adriana ha emesso i suoi voti nelle mani della nostra Madre ed è diventata, suor Maria Adriana del Santissimo Sacramento.
Autore:
Zuntini, suor Maria Karola
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Quando un seme è piantato nella terra, il tempo del germoglio lo conosce il mio Signore: sin da bambina, infatti, Adriana, “scopre” in sé la fede e percepisce che il Dio di Gesù Cristo è al centro della sua vita.

Ci è voluta la pazienza del contadino, una pazienza che Adriana (la suora del giardino) ben conosce e che ha comportato anni di attesa, di desiderio, di tenacia, di irremovibile costanza, anche di lotta per la propria fede, quella che i popoli europei oppressi dal comunismo hanno conosciuto per 50 anni.
Quando a tutti sembrava pressoché impossibile, quando nessuno avrebbe scommesso su di lei, «Dio venne fin qui, e si fermò ad un passo dal nulla» avrebbe detto Karol Wojtyla, sapendo che «solo l’amore avrebbe spiegato ogni cosa, avrebbe spiegato tutto». Adriana aveva appena un mese di vita quando il Giovanni Paolo II fu eletto Papa e queste parole sarebbero volate lontano nel tempo, varcando i confini degli Stati. E così, volando, volando, anche un piccolo cuore se ne andava, volando verso il grande Cuore… e non riuscirono a fermarlo neanche i bilanci della vita, ossia le sofferenze, le incomprensioni, le difficoltà, la solitudine di una ragazza che a 20 anni si ritrova senza nessuno in un paese straniero, (fortunatamente ospitale) come l’Italia, cercando di capire una lingua ma ancor più il senso della sua chiamata alla vita monastica. È andata davvero così la sua vita compiendosi grazie all’amore di Dio per Adriana e all’amore di Adriana per il Signore.
Il 10 giugno, giorno del Corpus Domini, il giorno in cui la fede nel Santissimo trionfa per le strade e per le piazze della città, Adriana ha emesso i suoi voti nelle mani della nostra Madre ed è diventata, suor Maria Adriana del Santissimo Sacramento. Una cerimonia semplice, come lei. Attorno a noi gente discreta, come lei, poi sua madre, suo fratello con la moglie e la bambina, i suoi amici ungheresi e i nostri amici più cari. Per noi è stato un dono, il compimento pieno, la vittoria delle promesse di Gesù.
E la promessa di Gesù è gravida di bene: è stato Lui a vincere in Adriana. Sì, in Adriana ha trionfato Cristo, prima inchiodandola alla croce, poi portandola verso la luce della risurrezione.
Nessuno avrebbe pensato, nessuno lo avrebbe detto, eppure è avvenuto: il bianco abito si è tinto di rosso! Perché così accade nella storia della salvezza, nella storia del Signore, il quale sceglie ciò che nel mondo è disprezzato per confondere le cose che sono, per confondere chi presume troppo di se stesso e cerca il primo posto nelle piazze e nelle chiese… «allora non è strano che Dio voglia essere accolto dai semplici, da quelli che hanno puro il cuore, e che per il loro amore non trovano parole… Dio venne fin qui, e si fermò ad un passo dal nulla, vicinissimo ai nostri occhi» (Karol Wojtyla).