La passione del Signore diventa vita
Durante il Triduo, nel Venerdì Santo, la comunità ha celebrato la Via Crucis, ispirata da una scultura rappresentante l'Ultima Cena, preparata insieme ad un gruppo di giovani sammarinesi e scout di Cesena.Le riflessioni hanno invitato a riconoscere la propria responsabilità nella Passione e a interrogarsi sulla sequela di Cristo.

In occasione del Triduo Pasquale, vissuto in compagnia di un folto gruppo di giovanni sammarinesi e scout cesenati, ospiti nella nostra foresteria, abbia voluto vivere il Venerdì Santo percorrendo insieme a loro le tappe della Passione di Gesù, accompagnati dai volti dei suoi Apostoli.
Spunto di riflessione, proposta a tutta la comunità parrocchiale, è stata l’incredibile scultura lignea, opera di artisti della Val Gardena, regalata dalla Madre alla nostra Comunità in questa Pasqua. L’opera riprende quella di Tilman Riemenschneider, situata nella chiesa di san Giacomo a Rothenburg, in Germania. L’altare dove è situata l’opera fu costruito in onore di una reliquia del Sangue di Cristo risalente al 1270 circa, quando un sacerdote, durante la Celebrazione Eucaristica, versò del vino consacrato che si trasformò in vero Sangue.
Nell’opera possiamo scorgere i volti di coloro che vissero con Gesù il tragico momento della Sua Passione e, davanti ad essi, ci siamo tutti noi. Come hanno messo in luce i nostri giovani amici commentando alcune stazioni della Via Crucis: “Quante volte pensiamo che i responsabili della morte di Gesù siano Giuda, Pilato, la folla di persone? In realtà siamo tutti responsabili, complici della Sua sofferenza”.
Guardando Giacomo il minore, che la tradizione vuole tanto somigliante a Gesù, si son poi chiesti: “Quali aspetti ci impediscono, a noi, di somigliare a Gesù?”.
E Gesù non è al centro della scena. Anch’Egli, soverchiato dall’imponenza di Giuda, sembra soccombere.
Eppure c’è un volto, nascosto da quell’ imponenza prepotente e da una mano avida di denaro: è il volto di Giovanni, quasi invisibile a un primo sguardo superficiale.
È il volto di chi si è totalmente inabissato in Colui che ama, rinunciando ad ogni calcolo per amore…amore a quel Volto, amore al suo Signore. E come Lui rimane, mite e abbandona sul suo grembo, per ascoltarne la voce più intima e silenziosa.
Giovanni è colui che sa attendere, anche nel buio, perché ha posto le radici in profondità.
“Siamo disposti a seguire ciò che sappiamo essere giusto nel cuore e mostrarci nella nostra unicità?” si domandano poi i giovani davanti a San Matteo, abituato a barattare la sua appartenenza al Popolo eletto con il facile denaro romano… ma anche a Lui venne incontro Gesù, ed un Suo sguardo cambiò la sua triste esistenza trasformandolo in Apostolo ed Evangelista.
La via Crucis è stata animata dai giovani che hanno contestualizzato la parola di Dio nella loro vita ponendo delle domande “scomode” a tutti i presenti.
Si è svolta in parte nella nostra chiesa e in parte nel nostro parco dove i giovani hanno realizzato per ogni stazione delle ambientazioni molto suggestive!
Chiediamo dunque, per noi e per i tanti giovani del mondo, che la luce di Cristo penetri ogni oscurità ed ogni infingimento, affinché il Signore faccia brillare nei nostri volti - come un tempo nei volti dei Suoi amici - la luce della Sua Resurrezione.
















