Primavera: tempo di rinnovo

La primavera, con il suo rinnovarsi, richiama la Pasqua e invita a un cambiamento interiore, da riscoprire anche nella semplicità della natura che rifiorisce.

Ogni anno ti aspetti l’avvicendarsi delle stagioni, in primis la primavera, che dal 21 marzo al 21 giugno mostra ai nostri occhi un rinnovamento della natura, delle sue forme e dei suoi colori.
Eppure ogni primavera sorprende, perché è diversa dall’altra, in quest’epoca di cambiamenti climatici e di emergenza globale.
La primavera crea simpatia, come ogni novità: disegna un cammino nuovo, di rinascita appunto.
La freschezza primaverile è radiosa e si lascia guidare dal soffio del vento, come la nostra umanità dovrebbe lasciarsi guidare dal soffio dello Spirito, entrando nel tempo più luminoso, gioioso e lieto dell’anno liturgico, ossia il tempo pasquale.
Pasqua significa passaggio, mutamento verso una novità che deve essere il respiro anche della nostra anima.
Mentre noi, sorelle adoratrici, ci apprestiamo ai lavori dei campi, alla “stagione agricola”, non possiamo non rimanere affascinate da questa nuova creazione.
Se essa è opera di Dio, allora anche ogni stagione diversa ci parla di Lui e dovrebbe spronarci a un nuovo modo di parlare, di muoverci, di pensare.
Rinascono i giardini, gli orti, le piante e i fiori: passaggio di morte e di risurrezione, dopo un inverno che tutto seppellisce sotto la coltre della neve e della spogliazione.
Come per la natura, che riprende forza, splendore e vigore in primavera, così la Grazia del Signore Risorto accelera questo passaggio del nostro cuore: Vangelo vivo, dove si ascolta, si guarda e si impara l’amore di Gesù, anche solo da un albero fiorito.