Sette miracoli per i quali ringraziare

Il Natale viene con il carico degli eventi dell'anno appena trascorso. Nella gioia della festa c'è sempre uno spazio per una revisione, per guardarsi indietro. Così, nel formulare inostri auguri e pensando al nostro presepe che abbiamo dedicato alle sette Antifone «O», abbiamo trovato sette miracoli accaduti dal 2013 ad oggi per i quali ringraziare.
Sotto, potete guardare il video con la cronaca fotografica di un anno che scorre idealmente davanti al Presepe!
Autore:
Monache dell'Adorazione Eucaristica
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Cronache dal Monastero"

Desideriamo formulare i nostri auguri e raccontare l'anno appena trascorso stando idealmente di fronte a una natività che, più di altre, quest'anno sentiamo vicina al nostro cuore. Ci è cara, non solo perché è di Federico Barocci, autore molto amato nella terra del Montefeltro, ma per la originalità della sua composizione. Gesù e la Madonna si trovano fra due sguardi, quello dei pastori e quello del bue e dell'asino. Si trovano fra una porta semi aperta e una mangiatoia dai fili di paglia dorati. Tutto è bruno nella stalla, ma la Vergine con il suo abito da gala è uno squarcio di luce, la luce che viene dal Bambino. Torna alla mente un canto del Laudario di Cortona: Gloria 'n celo e pace 'n terra nat'è 'l nostro Salvatore. Pace in terra sia cantata gloria in ciel desiderata, la donzella consacrata parturit'a 'l Salvatore.
Questa donzella consacrata, che è come un faro nella notte del mondo, ci ricorda che questo Natale apre le porte a un anno dedicato alla vita consacrata. Così ci immedesimiamo, in questa donzella che, adorando il suo mistero, sta tra cielo e terra.
Anche noi stiamo un po' fra cielo e terra, fra cose straordinarie, miracoli quotidiani e oscurità improvvise che fanno soffrire e che domandano luce.
Ma tutto il mondo è così un connubio di notizie meravigliose e di tragedie inenarrabili. Ci sono momenti di tensione altissima e percorsi di bellezza che trionfano a dispetto di tanto pessimismo.
Pensando però a questa donzella dalle braccia spalancate che accoglie la realtà voglio formulare gli auguri, sull’esempio di papa Francesco, con un elenco di 7 miracoli per le quali rendere grazie.

Il miracolo delle risposte

Il primo grazie a Dio è per la risposta delle mie sorelle. Di fronte a un anno che vuole mettere a fuoco la vita consacrata come non riempirsi di stupore per quanti ancora dicono «sì» a Dio, nonostante tutto, nonostante gli insulti che ogni giorno vengono rivolti agli uomini di Chiesa. Nonostante le tante sregolatezze, vere o presunte, che la cronaca offre spesso in prima pagina, nonostante, qualcuno risponde. Dice sì. Come Madre questo miracolo quotidiano mi commuove e mi rende consapevole di quello che già diceva nelle sue profezie Caterina Emmerick: il mondo sarà salvato da piccole comunità fedeli a Cristo e alla dottrina della Chiesa. Così lo scorso anno oltre alla professione di Irene, Maddalena (Sonia), Vera, abbiamo avuto la Vestizione di Tina e di Danuta e l’ingresso di Giulia. Giulia, poi, ha iniziato quest’anno il suo noviziato. Per tutte, per la perseveranza e la grazia chiediamo preghiere.

Il miracolo delle amicizie
Dopo i primi interventi restaurativi necessari del nostro Monastero nel 2010, per i quali abbiamo fatto la campagna del ”mattone", dopo la nevicata solenne del 2012 che ci ha distrutto il tetto e che ha fatto scattare la campagna della tegola, l'anno scorso abbiamo avuto danni gravi alla foresteria e abbiamo iniziato una ristrutturazione nel periodo economico più infelice della storia. Come non si può pensare alla capanna di Betlemme con i suoi muri scrostati e le sue assi traballanti? Eppure, goccia dopo goccia, ecco il miracolo degli amici! Ve lo diciamo con molto orgoglio: non abbiamo avuto nessuna sovvenzione, nessun aiuto, né dai mitici fondi Europei (che offrono soldi solo a determinati prezzi culturali), né da enti ecclesiastici di vario tipo. Il nostro aiuto siete stati voi! Stiamo pagando pian piano ogni cosa solo per l'aiuto degli amici: l’amicizia di chi lavora per noi, ditte e persone che ci permettono pagamenti dilazionati, che spesso lavorano in economia, senza troppo guardare l'orologio; l'amicizia di quanti vendono i nostri prodotti o si danno da fare organizzando raccolte fondi; l'amicizia, infine, di chi spontaneamente ci offre donazioni. Grazie! Nella notte di Natale siete tutti con noi.

Il miracolo del nuovo Vescovo e del nuovo Parroco!
Mentre il mondo era orfano per le dimissioni di Papa Benedetto XVI, noi eravamo orfani anche del Vescovo. Abbiamo atteso un anno e, alla fine, a marzo di quest’anno è arrivato Monsignor Andrea Turazzi: un grande dono di Dio. Il nostro vescovo ci ha onorate più volte della sua visita e siamo felici del rapporto di amicizia e di stima che si è instaurato fra noi. È una persona di grande semplicità e, insieme, di grande profondità. Uno dei tanti vescovi che purtroppo non faranno mai notizia, ma che stanno facendo la Chiesa.
A dicembre di quest’anno il vescovo ha anche confermato don Gabriele come nuovo Parroco di Pietrarubbia! Siamo felici, tanto noi che i parrocchiani. Era già in mezzo a noi, ma divideva il suo tempo con numerosi altri impegni e con un’altra parrocchia. La cerimonia di insediamento è avvenuta il 7 Dicembre ed abbiamo potuto gustare, per la prima volta, la bellissima liturgia che accompagna questo evento.

Il miracolo dell’accoglienza

Guardando l’opera del Barocci si vede, meglio che altrove, il miracolo dell’accoglienza. Da un lato Maria e Giuseppe sono stati accolti, dentro una Betlemme straripante di pellegrini, in questa grotta di fortuna; dall’altro però ora sono Maria e Giuseppe ad accogliere altri, due pastori che bussano all’uscio. Anche qui vediamo rispecchiata la nostra vita. Siamo a venute a Pietrarubbia come straniere, quasi cercando un luogo per deporre Gesù nel Santissimo Sacramento e abbiamo trovato molta accoglienza da parte delle persone del luogo. E ora i rapporti stanno crescendo e si stanno intensificando al punto che anche noi cominciamo a mettere l’aggettivo nostro di fronte a molte parole: la nostra terra, i nostri figli, i nostri luoghi, la nostra gente ecc… Però allo stesso modo vediamo come molte persone trovano da noi accoglienza. Non è raro sentirsi dire: «se non ci foste state voi!» «Se non ci foste voi qui sarebbe tutto morto…» E che bello poter rispondere anche noi a loro: «se non ci foste stati voi!». Ecco ancora le braccia allargate di Maria tra Gesù e i pastori: ci siamo tutti necessari e siamo tutti un segno di Dio nel mondo.

Il miracolo del Sacrificio
Il bue nella capanna del Barocci sembra guardare verso l’uscio, anzi verso un ariete che sta entrando nella grotta prima dei pastori. È accompagnato da un pastore che reca un cappello rosso! Un punto di luce nell’oscurità della notte. Sono de simboli che rimandano all’Amore sacrificale del Redentore. Quanti momenti difficili nella vita di tutti! Proprio il giorno di Santa Maria di Guadalupe ci hanno fatto visita il ladri, mentre eravamo tutte in coro. In un baleno si sono impadroniti dei diademi di Gesù e di Maria applicati a un bel dipinto che abbiamo in chiesa. L’avevamo da poco fatto restaurare con tanto sacrificio. Eppure anche di questo abbiamo di che ringraziare. Ci siamo accorte di quanto abbiamo bisogno dei segni. Strappare le corone a quel dipinto è stato come fare un affronto alla Vergine Maria. Ci siamo accorte di quanto bene abbiamo intorno, dai carabinieri alla gente del posto al restauratore che si offerto di donarci la riparazione del dipinto! Quante trame silenziose di bene. C’è una cattedrale che si sta edificando mentre tutti parlano di distruzione della Chiesa. I nostri piccoli dolori s’infrangono di fronte alle notizie di martirio di tanti nostri fratelli cristiani: pensiamo ad Asia Bibi, al Pakistan, ma anche alla Siria e all’Iraq. Nei mesi estivi abbiamo avuto la gioia di avere tra noi Sua Ecc. Mons. Giuseppe Nazzaro vescovo uscente di Aleppo e nunzio apostolico in Iraq accompagnato da Sua Ecc. Georges Abou Khazen attuale vescovo di Aleppo. Ascoltare dal vivo la loro testimonianza è stato scioccante: nulla o quasi di quello che raccontano i telegiornali corrisponde a verità, le notizie sono gonfiate per far sì che l’opinione pubblica attribuisca le colpe all’una o all’altra parte a seconda dei giochi politici. Davvero uno sfacelo! Anche di fronte alla lotta che si sta silenziosamente consumando in Italia contro la legge sull’omofobia.

Il miracolo della Preghiera
Siamo sempre più certe che la preghiera fa miracoli. Sono innumerevoli le grazie ricevute delle quali siamo testimoni, per le nostre preghiere. Persone i cui tumori spariscono, moribondi che, dopo una vita lontana dalla chiesa, accettano di ricevere i sacramenti e muoiono in grazia di Dio, persone che si allontanano dai vizi. Preghiamo perché, poi la nostra Beata, Madre Maria Maddalena dell’Incarnazione, possa ottenere il miracolo che la porterà alla canonizzazione. Per questo vi chiediamo di segnalarci anche con una breve testimonianza le eventuali grazie ricevute.

Il miracolo della famiglia
Il recente Sinodo sulla famiglia, così denso di elementi contraddittori e polemici, ci ha condotte, non solo alla preghiera più intensa per tutte le famiglie, ma anche a ripensare alla grazia che abbiamo avuto nell’aver ricevuto in dono una famiglia degna di questo nome. Tutte noi, pur con tutti i limiti che ciascuno può anche raccontare del proprio ambiente famigliare, abbiamo compreso come la vita che abbiamo abbracciato (e per la quelle siamo grate a Dio) ha le sue radici nel dono grande dei genitori che abbiamo, o abbiamo avuto. Per questo ci sentiamo, con gli auguri natalizi, di chiedere a ciascuno di voi di intensificare la preghiera per la Famiglia unendosi alla nostra. Guardando a questa natività e vedendo il balzo pieno di energia che compie Giuseppe per apre l’uscio ai pastori e per additare il Bambino non possiamo fare a meno di ricordare le commoventi testimonianze di tante famiglie, coppie di sposi giovani o dimezza età che senza appartenere a nessun preciso movimento, senza essere stati inviatati, senza alcun utile o intento politico sono scesi in piazza spesso rischiando anche la salute, per i soprusi e gli insulti che hanno ricevuti. Siamo orgogliose per queste Sentinelle in piedi che ci fanno scoprire un popolo italiano ancora vigile e vivo. Non possiamo scendere in piazza come loro data la nostra condizione monastica, ma possiamo essere con loro accanto a loro con la preghiera e il sostegno della nostra intercessione.

E con questo ultimo “miracolo” per il quale essere grate vorremmo abbracciarvi con la stessa intensità che possiede nell’allargare le braccia la Madonna del Barocci, Che lo sguardo del Bimbo, così intenso verso la Madre ossa posarsi su ciascuno di voi e rimanervi a scudo e protezione.


Guarda il Video, Gli auguri di Natale: