Un Natale sotto l'albero

La Comunità è come un albero, cresce anche grazie agli amici. A tutti voi, che ci avete accompagnato con la preghiera e con gli aiuti materiali e spirituali, il nostro augurio e il nostro ricordo: sotto l'albero e davanti alla culla di Gesù Bambino! Buon Natale e Felice 2014!
Autore:
Monache dell'Adorazione Eucaristica
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Nella nostra foresteria ha preso forma un bellissimo albero di Natale. Le sue luci rallegrano il cuore e comunicano immediatamente ai nostri ospiti la magica atmosfera delle feste natalizie, dell’attesa di quel Dio Bambino senza del quale questa vita sarebbe vuota.
Ci siamo scoperti a pensare, forse per il primo anno, come la comunità sia simile a un albero: cresce e la sua ombra diventa rifugio per molti. Con più aumenta la crescita della comunità-albero, con più aumenta la possibilità, per molti, di trovare rifugio sotto le sue chiome.
Una leggenda di Natale ha dato ragione e forza a queste nostre riflessioni:
Un taglialegna, tornando a casa in una notte innevata e illuminata dalla luna, vide uno spettacolo grandioso: migliaia di stelle brillavano attraverso i rami di un pino, erano le mille gocce di neve ghiacciata bagnate dalla luce lunare. Corse dalla moglie a raccontare la bellezza incontrata e, nel tentativo di spiegare quanto aveva visto, l'uomo prese un piccolo pino, lo coprì con dei nastri bianchi adagiando sui rami piccole candele illuminate. La moglie e tutto il vicinato rimase così meravigliata nel vedere l'albero e nel sentire il racconto del marito che da allora ogni casa ebbe il suo albero di Natale.

Ci è venuto da pensare che la vita di una comunità, come quella di tante famiglie, sia fatta di molte lacrime: lacrime di gioia, lacrime di dolore, lacrime di commozione, lacrime di stupore, lacrime di meraviglia, lacrime di amore. Non sempre le sappiamo riconoscere, ma queste lacrime sono simili alle stelle luccicanti viste dal taglialegna, rendono meraviglioso il quotidiano.
Il nostro anno ha conosciuto tutte queste lacrime.

Lacrime di gioia
Oltre al rinnovo dei voti di suor Maria Adriana, tre nostre sorelle hanno fatto la loro professione temporanea: suor Maria Irene del Corpo di Cristo, suor Maria Maddalena dei Sacri Cuori, suor Maria Vera del Volto Santo. Due sorelle, Tina e Danuta, hanno iniziato il loro noviziato e una nuova sorellina, Giulia, si è unita alla comunità iniziando il suo percorso di discernimento.
A settembre abbiamo avuto la visita di Padre Francisco Valadez, assistente religioso delle Adoratrici del Messico, e di hermano Roberto Vargas, Superiore generale dei monaci Adoratori, il quale ha conosciuto per la prima volta Angelo e Cristian, ragazzi che da qualche tempo ci seguono per verificare la chiamata a seguire il carisma dell’adoratori perpetui.

Lacrime di dolore

A marzo di quest’anno se n’è andato il papà di Sonia (ora suor Maria Maddalena), un altro pezzo della nostra storia, dopo il papà di suor Karola e la mamma di suor Teodora, che raggiunge il cielo.
Inoltre – come già sapete - abbiamo avuto continui disagi economici: ospiti incauti hanno fatto crollare una parte del soffitto della foresteria che è stata resa inagibile dai vigli del fuoco; abbiamo avuto piccoli guai nel Monastero dovuti all’usura del tempo e a una mancata oculatezza di quanti ci hanno preceduto. Irene ha subito una piccola operazione alla tiroide e così pure Angelo, un intervento allo stomaco, altre sorelle hanno avuto problemi di salute, ma per fortuna tutti risolvibili.
Abbiamo dovuto anche, per una serie di motivi, cambiare il colore dello scapolare. È stato un momento di dolore, ma alla fine anche di gioia. Ora vestiamo il colore della porpora che è il colore del re e il colore del sangue! Un tipo di rosso che veste spesso la vergine Maria in moltissime opere d’arte, specie dove la Vergine è addolorata. Insomma, in ogni cosa abbiamo davvero sperimentato l’aiuto del Signore e la vicinanza degli amici, quelli veri, come voi che ci state leggendo.

Lacrime di commozione

La provvidenza, infatti, non ci ha fatto mancare il suo aiuto, molto ancora resta da pagare, ma già abbiamo potuto coprire parte delle spese, diventando provvidenza per alcune Ditte in questo periodo di magra per tutti!
Il Signore a volte usa delle nostre disgrazie per aiutare altri che senza le nostre necessità sarebbero ridotti a mal partito! Così le lacrime di dolore si trasformano in lacrime di stupore e di commozione!
Un altro grande appuntamento importante è stato per noi il 10 dicembre u.s., quando don Gabriele ed io abbiamo potuto partecipare alla Messa in Santa Marta con il Santo Padre. In occasione dei suoi 40 anni di sacerdozio, don Gabriele ha potuto concelebrare con Papa Francesco e fianco a fianco col Segretario di Stato. Come ha affermato una signora piena di fede che pure era presente, con me, in Santa Marta: «Quello che di Dio si poteva toccare in terra, l’abbiamo toccato. Che vogliamo di più?» Sì, abbiamo toccato le mani del Santo Padre, lo abbiamo visto negli occhi e abbiamo sentito la sua voce ricordarci per ben tre volte: pregate per me!

Siamo un piccolo albero di Natale con piccole luci, come l’albero che dipinse un giorno Lucas Cranach il vecchio dietro le spalle della Vergine Madre e del Figlio suo, ma con la nostra ombra e le nostre luci possiamo proteggere e rallegrare anche la vita del Sommo Pontefice, Vescovo di Roma. Sì, preghiamo ogni giorno per papa Francesco e ricordiamo con lui anche Papa Benedetto, la cui vita nascosta ci ricorda la necessità della preghiera, ci ricorda che, nell’albero, essenziali sono le radici: silenziose, nascoste, ma quanto mai necessarie ed efficaci.
Carissimi anche tutti voi siete stati per noi motivo di consolazione e protezione, anche a voi possiamo dire: senza il vostro aiuto quest’albero non svetterebbe verso il cielo. Abbiamo consegnato ad ogni luce del nostro albero ad ogni luce del nostro presepe il nome di ciascuno di voi.
Nella notte di Natale, infatti, offriremo in un cesto alcuni bigliettini colorati con i vostri nomi. Volgiamo con essi portarvi tutti davanti al Signore e chiedergli ogni sorta di grazie e di benedizioni, materiali e spirituali. Questi bigliettini saranno poi appesi ad un albero accanto al presepe e lì resteranno per tutto il tempo natalizio.
Il presepe di quest’anno è un presepe speciale, un presepe scolpito a mano da un artista ebreo di Cortina d’Ampezzo. Un presepe così caro che non avremmo potuto neppure guardarlo se non fosse stato per la generosità di questo artista e di altri benefattori che ce l’hanno regalato!
Ecco dunque, sotto l’albero e dentro al presepe il nostro augurio e la nostra gratitudine.
Dio vi benedica sempre in tutti i vostri bisogni e vi conceda la grazia di una vita piena
in Gesù Eucaristia, Natale quotidiano!



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