Tonino e il Cantico di Maddalena

Il regista del Film Mauro Campiotti, rievoca l'incontro con Tonino Guerra prima dell'inizio delle riprese de Il Cantico di Maddalena. La scena del bicchiere d'acqua offerto in parlatorio e altre suggestioni del Film ci vengono dal Maestro.
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Ho completato la ricerca delle locations per il film che devo presto girare, e mi ritrovo ancora immerso nella confusione per i vicoli di Pennabilli alla ricerca di un qualcosa, forse di un guizzo di fantasia, una provocazione , un’ombra o una sorpresa. Ed eccola arrivare ! Come sempre inaspettata, ma questa volta gradita, è l’incontro con Tonino Guerra.

Mi accingo a stare dietro la macchina da presa e chi ti incontro? Il poeta della parola e dell’immagine. Divento piccolo e muto. Lo osservo e ascolto con attenzione per non perdere nessuna sfumatura del suo parlare.
Con poche domande, dirette e acute ha già capito che cosa io intendo fare con gli attori e la storia che devo narrare. Tace per qualche istante, cerca gli occhi di tutti noi presenti poi annuisce e, con voce preoccupata, afferma che la nostra impresa è difficile, quasi disperata. Allora la sua mente corre tra i ricordi fino a riportare al presente l’esperienze vissute con: Antonioni, Fellini, Tarkovsky.
Capisco il peso delle parole. Vedo descritte le immagini in modo netto e delicato. Sento quasi il profumo dei paesaggi descritti e colgo il battito vivace del suo cuore allenato da una fertile intelligenza.
Ad un tratto chiude gli occhi come per andare a porre con massima precisione il fuoco sulla inquadratura, poi con ampio gesto sottolinea il passaggio più drammatico. La morte! La morte della protagonista non devi mostrarla! Così ripete. Non mostrarla lì nel letto, ma falla sentire.
Ecco! da lontano tutti odono la sua voce cantare , come un profumo, come un sussulto gioioso, avanza la perenne sfida. Serena lei canta dolce e delicata il senso di tutta un’esistenza vissuta in convento, in clausura. Le sorelle corrono assetate verso quella preghiera con lo stupore in viso. Poi silenzio, solo silenzio. Il silenzio al cadere delle foglie.
E ho immaginato un anziano, poeta, giardiniere, chino a raccogliere le ultime foglie! Anche nel suo cuore risuona il cantico di Maddalena.
Non c’è più solo silenzio.



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