Dall'amore all'Amare

La storia di Suor Maria Karola dalla sua infanzia al momento della scelta. Una storia piena di amore, ma che arriva a comprendere che l'amore umano non basta. Solo l'Amore di Dio dà senso anche all'amore umano che, per grazia, abbiamo ricevuto con abbondanza.

Vengo dalla diocesi ambrosiana, dove la presenza di Dio mi è stata insegnata in famiglia con il segno della croce prima di ogni pasto, di ogni viaggio, con il “Ti adoro” al mattino ed alla sera, tre Gloria prima di ogni esame, il Rosario e la preghiera all’angelo custode per proteggermi al volante. Oltre a ciò, la Messa domenicale, le Quarantore e la Via crucis nei venerdì di Quaresima.
Sin da bambina restavo affascinata dalle suore, dai loro lunghi vestiti, le tasche grandi e piene di caramelle e di coroncine! inoltre nella mia camera, alle elementari, “celebravo” la mia Messa!
Frequentai il liceo in una scuola cattolica a Monza, gestita dalle suore di Maria Bambina: rimasi incantata da loro, completamente donne e completamente cristiane; sapevano essere all’occasione insegnanti, madri e sorelle.

Lo studio della filosofia coincise per me con la ricerca di un senso profondo dell’esistenza, con le domande essenziali che diventano sempre più urgenti, circa il senso di tutto: della vita, dell’amore, dello studio, della fatica, della solitudine, del dolore.
Poi mi sono iscritta all’Università Cattolica del sacro cuore di Milano; ricercavo, specialmente durante la pausa, dei ritagli di silenzio e partecipavo ogni tanto alla Messa nella cappellina del sacro cuore. desideravo un momento di contemplazione, di ricerca più vera del Signore. Intanto spingevano sempre di più dentro il cuore le domande, i pianti, perché quello che volevo era ricevere e dare amore ma non sapevo come fare!

Quando iniziai a lavorare come segretaria commerciale, fui letteralmente travolta dal materialismo. in questo periodo mi innamorai di un giovanotto che frequentavo in ufficio, ma non venni corrisposta. La cosa mi gettò in una tristezza ed in uno sconforto totali; ricordo che cambiai posto di lavoro, iniziando così a licenziarmi più volte da una ditta all’altra, cercando un carrierismo di difesa, ma precipitai nel vuoto affettivo e morale.
Iniziai ad abbruttirmi col fumo, col consumismo sfrenato e smisi completamente di pregare, ad eccezione della Messa festiva; mi sentivo sempre più sola, nel senso letterale di “abbandonata”.
L’affetto dei miei genitori non mi bastava più. In questi anni di amarezza, ebbi sempre una grazia accanto a me: la presenza di una chiesa vicino alla fermata dei pullman che prendevo per recarmi al lavoro. Ma io non la notai mai, fino a quando un giorno – come gesto ultimo di una che non sa più cosa fare –entrai... ero io e Gesù, il silenzio, il buio di una mattina invernale verso la fine dell’anno e la lampada rossa del Santissimo Sacramento.
Feci una domanda a Gesù: “dicono che tu ami tutti, quindi amerai anche
me?”. Questo fu il principio; da quel momento, ogni mattina all’alba, non potevo fare a meno di entrare in quella chiesa e percepivo una briciolina d’amore che veniva dalla grande mano della statua enorme del Sacro Cuore, che avevo ritrovato.
Non mi sentii più improvvisamente abbandonata, perché capivo che Cristo mi amava e tanto, nonostante fino all’ultimo Lo avessi tradito, dimenticato e deriso.
Ricominciai a pregare intensamente e consapevolmente Dio, ed un giorno al tramonto, mentre ero sul pullman tornando dal lavoro, ho sentito una voce interiore forte e tenera, sorridente ed affettuosa, che mi invitava: “Ma scusa, perché non ti fai suora?”.
Ricordo di aver provato una gioia tale che mi sarei messa a danzare e a ballare sul pullman e ad abbracciare tutte le persone! da quel momento capii il senso di tutto: del mio essere, delle mie domande, delle mie paure e del mio desiderio di amare e di essere amata, di riversare amore.

Soprattutto compresi che il modo più bello per riversare al signore Gesù quell’amore di cui aveva riempito la mia vita era offrirgli tutta intera la mia esistenza, il mio cuore, la mia intelligenza, i miei affetti e le persone che amo e tutti i miei amici di ieri, di oggi e di domani, che sono e saranno sempre custoditi nella sua benedizione.