Un orologio senza lancette

Che il 2020 sia un anno ricco di cose grandi da ricordare, ricco di bene, pieno della percezione dell’eternità: Auguri!

Stavamo giocando a Dixit, un gioco intrigante con carte fantasiose. Mi è capitata una carta stupenda: un orologio da taschino, la classica cipolla, aperto senza lancetta. Nell’altro settore dell’orologio c’era un cielo stellato. Mi è tornato in mente un pendolo magnifico, presente nel Museo diocesano di Pennabilli: un pendolo con il quadrante senza lancette, posto vicino a un dipinto con l’annunciazione. Sì, l’annunciazione inaugura un tempo eterno, un tempo che non muore. Ha visto bene il presepe napoletano che vuole tutti i mesi dell’anno affacciati alla grotta per salutare l’Eterno che entra nel tempo.
Noi stiamo vivendo il tempo della parusia, cioè il tempo che ha già su di sé il sigillo dell’eternità. Solo a partire da questo presupposto ha senso contare gli anni. Come dice il salmista: insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore.
Voglio contare così i giorni della vita con i dolori e le gioie da cui sono attraversate: voglio contarli con sapienza, con la capacità di capire che il grande dono che abbiamo ricevuto è il tempo che forgia con sapienza la nostra anima per preparala al Cielo.
Generalmente non mi piace enfatizzare l’ultimo dell’anno, ma apprezzo la capacità di contare i giorni di valorizzarli con il loro carico di vita.
Guardo sul monitor del mio PC tutti gli amici che ci hanno donato qualcosa per la nostra campagna, nomi di persone vicine, ma anche nomi di persone che non vediamo spesso, anzi. Eppure anche loro sono qui presenti in quel senza tempo che realizza il vero Bene. Volti e gesti, ricordi e parole danzano nell’animo riempiendo di gratitudine la vita. Abbiamo tanto bene attorno, tanta grazia di Dio che si manifesta nella quotidianità, non sempre l’apprezziamo: perché?
Ecco vorremmo farvi questi auguri: possiate gustare tutto, famiglia, lavoro, rapporti umani, circostanze della vita persino i problemi ala luce dell’eternità. Vorremmo regalarvi l’eternità che Gesù ha già conquistato per noi e che rischiamo di lasciare in un angolo come un dono dimenticato.
Ci piace questa frase di Rilke, vera per chi vive con il cuore paziente, d’artista:
Qui non si misura il tempo, qui non vale alcun termine e dieci anni son nulla. Essere artisti vuol dire: non calcolare e contare; maturare come l’albero, che non incalza i suoi succhi e sta sereno nelle tempeste di primavera senz’apprensione che l’estate non possa venire. Ché l’estate viene. Ma viene solo ai pazienti, che attendono e stanno come se l’eternità giacesse avanti a loro, tanto sono tranquilli e vasti e sgombri d’ogni ansia. Io l’imparo ogni giorno, l’imparo tra i dolori, cui sono riconoscente: pazienza è tutto!

Che il 2020 sia un anno ricco di cose grandi da ricordare, ricco di bene, pieno della percezione dell’eternità: Auguri!