Metti un Natale negli USA

Suor Maria Teodora è un po' la nostra corrispondente all'estero! Sta condividendo il Natale con le nostre sorelle di San Francisco e ci ha regalato questo racconto di un modo tutto USA, anzi tutto Messicano, di celebrare la Novena di Natale
Autore:
sr Maria Teodora Giacobbe
Vai a "Tradizione e tradizioni"

Ogni tradizione esprime la cultura. E mentre da oggi nella mia comunità il cammino di 9 giorni che ci separano dal Natale è segnato dal canto ripetuto nell’arco della giornata delle Antifone “O”, qui nella comunità di San Francisco, dove temporaneamente mi trovo, inizia al “Posada”. La Posada è una tradizione della cultura messicana. È il racconto quotidiano sulle 9 stazioni (novena) che fecero Giuseppe e Maria, ormai vicina al parto, nel cercare alloggio per la notte. La tradizione basata sul Vangelo dice che quella notte i santi pellegrini non trovarono alloggio. In monastero ogni giorno spostandosi da una stanza all’altra, simbolo delle locande a cui i santi chiedere alloggio, in canto Giuseppe chiede ospitalità e altrettanto in canto gli viene negato. Tutto questo accompagnato da tamburelli, maracas e sonagli colorati suonati dalle monache, mentre una piccola rappresentazione di Giuseppe e Maria gravida, su di un asino, vengono portati in processione. Ovviamente i nostri pellegrini ogni giorno trovano l’alloggio nel cuore di una sorella che accoglie la “posada” per un día. Quel gesto di ospitalità della santa famiglia si traduce in piccoli regali che ogni sorella fa alla comunità. Gesto che racconta l'accoglienza dell’amore, il quale non può che produrre un bene negli altri. Così faremo questo cammino con San Giuseppe e la Madonna fino alla notte di Natale dove già una grotta, preparata con cura dalle monache, attende il piccolo Figlio di Dio.
In Messico il frutto dell’abbondanza è rappresentato, nelle piazze o nei quartiere dove si organizza la Posada, dal gioco della “pignata”. Una grande pentola di cartone che contiene frutta e dolciumi. Questa pentola viene talvolta costruita a forma di stella con 7 punte, simbolo dei 7 vizi di capitali. Distruggere la pentola significa vincere contro la tentazione e godere dei frutti spirituali che la pentola tratteneva.
Quella della Posada è una tradizione pagana azteca che i missionari agostiniani seppero evangelizzare facendola diventare uno strumento di catechesi. Nel 1586 ottennero da Paolo IV con bolla papale il permesso di celebrare la “Posada”.
Ma la cosa che più mi ha sorpreso oggi nell’ascoltare il canto delle varie “pose” è il ricordo di una poesia che tanto mi è cara, perché mi fa ritornare al tempo della scuola media. È la Notte santa di Guido Gozzano. Scritta nel 1914. A 2 anni della sua morte, Gozzano fa peregrinare Giuseppe e Maria sulla strada di Betlemme chiedendo in 5 strofe ciò che anche nella Posada si chiede in 5 strofe: alloggio per un parto imminente che avrebbe cambiato le sorti dell'umanità! Nella sesta strofa finalmente i due pellegrini vengono accolti: Maria già trascolora divinamente affranta: il campanile scocca, la mezzanotte santa.
Nella sesta strofa la persona che accoglie la Posada canta:
Entren Santos Peregrinos
recibán este rincón,
que aunque es pobre la morada,
os la doy de corazón.

Il nostro cuore si prepari in questi giorni ad accogliere Colui che le antifona O ci preannunciano: O Sapienza, O Adonai, O Radix Iesse, O Clavis David, O Oriens, O Rex Gentium, O Emmanuel.

Abbiamo bisogno del tuo aiuto!
L’accoglienza e la bellezza sono condizioni necessarie per esprimere appieno il nostro carisma il nostro Monastero nella sua austera bellezza ha bisogno di restauri importanti, specie nei sotterranei che sono veri scrigni di bellezza. Abbiamo perciò iniziato una nuova campagna con IdeaGinger. Il tuo piccolo contributo servirà a una grande opera!