Un presepe a tappe: Populus Sion!

La seconda tappa del nostro presepe illustra il tenore dell’Antifona della seconda domenica d Avvento: Populus Sion.

Il testo di riferimento della seconda Antifona di Avvento è Isaia al capitolo 30, versetti 19. 30. Si ascolta il capitolo 30 di Isaia nella Liturgia della Messa del primo sabato di Avvento (ovvero nel giorno che precede la seconda domenica). Il versetto della seconda Domenica di Avvento interpreta il passo di Isaia capovolgendone il significato. Mentre il profeta promette la strage dei nemici di Israele l’antifona preannuncia l’apertura dell'Alleanza alle genti.

Ant.: Popolo di Sion,
ecco il Signore verrà a salvare le nazioni:
e farà udire, il Signore, la gloria della sua voce
con gioia del vostro cuore.

Salmo: Tu, pastore d'Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.


Questo ci fa capire come per la Chiesa l’interpretazione che la fede del popolo di Dio fa del testo biblico lungo i secoli è più importante del testo letterale.
Non sempre una lettura sine glossa della Parola di Dio rende giustizia alla verità e alla fede del popolo di Dio. Perciò i cattolici professano la fede in una Parola letta alla luce del Magistero della Chiesa.
Capiamo subito come il testo di Isaia, che proponeva un’invettiva contro le nazioni pagane, è qui riletto, invece, in chiave di salvezza: Colui che aspettiamo, Cristo, viene a salvare il suo popolo e tutte le nazioni.

Dal punto di vista musicale, l’incipit del testo gregoriano presenta lo stesso intervallo musicale che si userà nelle Antifone Maggiori (dette Antifone «O» perché iniziano tutte con l’invocazione dello stupore). Tali brevissime invocazioni accompagnano l’ottavario che precede il Natale, raccontando come Cristo era stato predetto da tutto il Primo Testamento. Nel gregoriano (caratterizzato dalla fusione fra ciò che è detto, ciò che risuona e ciò che si vede), il movimento delle prime note di Populus (come per le O delle Antifone maggiori) disegna la forma della croce, indicando già il modo con cui Dio salverà tutte le nazioni e proiettando il Natale verso il Mistero della Pasqua.
La sonorità utilizzata per questa antifona è quella del VII modo che vuole sottolineare la dimensione temporale del cammino del popolo di Dio verso le genti. Il tempo ha un ritmo settenario, dato dalla scansione delle settimane, il sette pertanto rende evidente, simbolicamente, il perdurare degli effetti salvifici degli interventi divini nei secoli e nel tempo. Anche di questa antifona suor Maria Danuta ha realizzato un adattamento italiano che rispetta il fraseggio dell’originale.

La seconda tappa del nostro Presepe, rappresenta, dunque, i protagonisti della portata universalistica della fede.
Anzitutto i profeti maggiori: Isaia, Geremia ed Ezechiele, i quali cantano oracoli fra il periodo precedente l’esilio a Babilonia e il periodo immediatamente successivo. Poi altri profeti come:
Baalam di Beor, antico profeta pagano di cui parla il Libro dei Numeri, che canta la visione della stella di Giacobbe, quella stessa che seguiranno i Magi; il profeta Michea cui appartiene la profezia su Betlemme (Mic 5, 1-4). Tra l’altro la seconda candela della corona d’avvento è detta di Betlemme.
Infine Daniele (altro profeta minore) e Susanna, protagonisti delle vicende legate all’esilio del popolo in Babilonia,
La portata universalistica della fede è poi sigillata dalla presenza dei Magi, i quali scrutando le Scritture ebraiche, per primi riconoscono Gesù quale Messia, Salvatore di tutti gli uomini.