25 anni fra cielo e terra

Venticinque anni, uno spaccato di vita, già sufficiente per fermarsi, riflettere, chiedere perdono, ma anche ringraziare Dio di essere stato fedele ai suoi doni. Una riflessione sul XXV di suor Maria Karola e le fotografie
Autore:
Zuntini, suor Karola
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Un triduo festeggiamenti per i 25 anni di vita consacrata di suor Gloria, monaca adoratrice e fondatrice della giovane comunità di Pietrarubbia, preparato con cura, nei minimi particolari, senza scartare nessun dettaglio, organizzato dentro il cuore delle sue consorelle prima che nelle pubbliche manifestazioni.
Un grande e significativo momento, a lungo atteso, per la comunità delle Monache Adoratrici di Pietrarubbia, ma anche per il paesello del Montefeltro, per gli amici di Carpegna, Rimini, Pesaro, per le nostre amiche Monache Agostiniane di Urbino, presenza immancabile nel nostro cammino.
Un cambiamento repentino di programma, perché le cose non le fa l’uomo a tavolino, ma il Signore! Tutto anticipato di una settimana, per venire incontro alla disponibilità del Cardinale, Sua Em. Velasio de Paolis, che ha guidato il monastero di Monza – da cui proviene suor Gloria - per 20 anni e che di lei ha conosciuto gioie e lacrime, fino alla piena maturità del cammino.
Un altro colpo di scena ha quasi gettato nello sconforto la comunità, per via del febbrone che ha colpito suor Gloria proprio qualche giorno prima che iniziassero i festeggiamenti…infatti la veglia è stata fatta senza la festeggiata, con un velo di tristezza, ma con un calore d’affetto che ha colpito tutti i partecipanti, fino ad esclamare: «Sei mancata, proprio quando le tue figlie hanno dato il meglio di loro stesse!».
Ma suor Gloria c’è stata al concerto, momento sublime di emozione e di commozione, non soltanto per la bellezza della musica di Bach, dell’essenzialità del canto gregoriano, del tripudio di Vivaldi, del rigore dei canti della tradizione ortodossa, dello splendore delle laudi medioevali; non solo note, ma brani intercalati, per raccontare una vocazione dentro una vocazione, per esprimere non soltanto una chiamata religiosa, ma anche la nascita di un nuovo monastero che risplende nella sua liturgia.
Un coro di amici ha cantato per lei, spostando all’ultimo momento tutti gli impegni d’agenda.
La chiesa abbellita da un coro francescano, semplice come i cappuccini (che se adesso non ci sono più ma rimangono ancora affettuosamente i “padroni di casa” ) è dotata di un’acustica eccezionale, che fa sussultare l’anima.Tutto all’insegna della bellezza, perché da sempre suor Gloria ha testimoniato la presenza del Bellissimo, nella luce dei suoi occhi e nella dolcezza del suo sorriso.
Infine, la Messa solenne di domenica mattina, celebrata dal cardinale, assieme al vicario episcopale, l’immancabile don Gabriele, la chiesa gremita da una folla composta ed orante, stretta attorno a suor Gloria, piccola ostia per tutti e questo lo si deve dire senza timore, per rispetto della verità, quando ogni giorno si impara uno stile di vita eucaristico proprio da lei.
La gente accorre quando riconosce e sente che Dio passa, la vita scorre e non ci accorgiamo che i santi ci passano accanto in punta di piedi, nella loro umanità piena, reale, concreta, priva di sensazionalismi o di manifestazioni fenomenali.

Ed allora, ancora, come 25 anni fa, suor Gloria ripete il suo Sì, ha riconfermato i suoi voti, ha ringraziato per tutti i benefici e chiesto perdono per le sue infedeltà... piangendo di gioia, ma anche con la maturità di chi sa che Gesù non è mai scontato o abituale, ma richiede l’abbandono della fede e dell’obbedienza, lo slancio del salto, il coraggio della novità. Proprio come ha fatto suor Gloria.