I nostri segni

Proprio all'inizio dell'anno giubilare, cioè proprio tra novembre e dicembre del 2023, abbiamo ricevuto due bellissimi segni che, grazie alla divina provvidenza, ci radicano entro una storia che ci supera.

I nostri segni
Ci iscriviamo anche noi, adoratrici perpetue del Santissimo Sacramento, della Diocesi di San Marino Montefeltro all’interno della storia miracolosa vissuta dalla nostra Fondatrice, la Beata Maria Maddalena dell'Incarnazione.
Ripetuti segni ci hanno associato alla storia della nostra Beata, abbiamo iniziato la nostra fondazione nel 2007, mentre si celebravano i duecento anni dall’uscita della Madre da Ischia di Castro. Abbiamo ricevuto la prima definitiva approvazione, come affiliate alla Comunità di San Francisco, nel 2018, anno in cui si celebravano i duecento anni dalle prime professioni della Madre e delle prime sorelle come Adoratrici indossando per la prima volta l’abito monastico bianco e rosso. E ora, alle soglie del 2024, ci apprestiamo ad entrare nella federazione dello Spirito Santo che raccoglie monasteri in diverse parti del mondo ma soprattutto in Messico e negli Stati Uniti.

Il primo segno risale alla fine del 2021 o all’inizio del 2022. Fui allora contattata da una nostra amica, Alessandra Cerretelli la quale, conoscendo la mia passione per l’arte e seguendomi in molte occasioni, mi parlò di un dipinto in possesso di una sua zia. Si trattava di un dipinto molto grande a soggetto religioso che la zia teneva nella taverna di casa a Udine. Un nuovo contatto con Alessandra fu nel giugno del 2022 e in quell’occasione ricevetti anche le fotografie del dipinto. Rimasi senza parole: si trattava di una scena della passione con un Cristo coronato di spine del tutto simile a quello contemplato nello specchio dalla nostra beata.

Per ragioni varie, non dipendenti dalla nostra donatrice, accadde che il dipinto in questione ci arrivasse con un corriere solo il 24 novembre 2023, mentre stavamo preparando la celebrazione di apertura dell’anno giubilare.

Così la sera del 28 novembre dedicammo la veglia di apertura ai tre segni della Madre. Dopo aver raccontato il segno del Cristo coronato di spine posto da Dio all’inizio e alla fine del cammino spirituale della Madre, scoprimmo il dipinto giunto da pochi giorni: tutti piansero. Fu come vedere la storia di Dio continuare nei secoli, una storia ancora in atto, in luoghi tra loro distanti, eppure sempre uguale a se stessa nel disegnare la meravigliosa avventura del Regno di Dio.

Il secondo segno riguarda un Vergine col Bambino. Ancora una volta Pasqua e Natale si intrecciano, proprio come nella vita della nostra Beata il cui nome; Maddalena, la associava immediatamente alla Pasqua, ma il cui cognome, dell'Incarnazione, faceva del Natale la fonte ispiratrice della sua spiritualità.
Un’altra nostra amica, questa volta di Cesena, Loretta Pari ed anche suo marito ci raccontarono di avere in casa un quadro, a loro molto caro che raffigurava la Madonna. Nella loro casa non c’era uno spazio adeguato pertanto avevano pensato di regalarcelo. Avevano ascoltato la storia del dipinto su Gesù coronato di spine ed erano rimasti colpiti. Così a dicembre, precisamente il 4 Dicembre dello stesso 2023, vennero a trovarci portandoci il quadro.
La sorpresa fu grande quando ci accorgemmo che si trattava di una copia della Madonna di Genazzano, famoso santuario Laziale tenuto dagli Agostiniani fin dal XV secolo. È una Madonna del Consiglio che, a motivo del luogo dove si verificò la sua origine misteriosa, divenne una Vergine cara agli Agostiniani, soprattutto in Italia.

La storia della Madonna di Genazzano è stupenda e traccia un ponte fra il mondo cristiano cattolico e il mondo ortodosso cattolico, è nota infatti anche come la Madonna dell’Albania.
A Scutari nella Cattedrale di Santo Stefano vi era un affresco della Madonna col Bambino, durante l’assedio dei Turchi Ottomani si staccò miracolosamente per ricomparire, trasportata da angeli, a Genazzano nella chiesa della Madonna del Buon Consiglio. Era il 25 aprile del 1467.

La chiesa di Genazzano era un antico edificio del 1356 che stava andando in rovina, una vedova, terziaria agostiniana detta Beata Petruccia, spese tutti i suoi averi per restaurala, ma i soldi finirono e la chiesa rimase incompleta. I cittadini di Genazzano deridevano la povera donna per la sua mancata oculatezza ma ella disse che la Madonna e Sant’Agostino l’avrebbero aiutata. Poco dopo avvenne infatti il fatto miracoloso che contribuì a rendere famosa la chiesa e a farla diventare Santuario. Sotto una pellico di intonaco fu infatti rinenuto un'affresco. Si narra che due famiglie di Scutari assistettero alla prodigiosa scomparsa della Madonna dalla loro chiesa e si sentirono intimamente spinti a seguirla. Grazie alla loro testimonianza tutti seppere che quell'immagine veniva direttamente dall'Albania.
La sacra immagine già nel primo mese fece circa duecento miracoli e la sua fama si diffuse in tutta la penisola e, successivamente, nel mondo. Nell’ambito dell’Italia centrale, specie nell’area romagnola marchigiana era invalso l’uso di regale una riproduzione della Madonna ai giovani sposi e alle famiglie in difficoltà.

Parroco del Santuario, tra l'altro, dal 1826 fino al 1840 fu il padre agostiniano Stefano Bellesini che successivamente divenne beato.
Anche questo dono ci è apparso come il segno di una storia che continua. In questi due anni, infatti (2023/2024) si celebrano due centenari francescani (800 anni dal presepe di Greccio [1223] e dalle stimmate di san Francesco [1224]) quasi a confermare l’anima francescana di Madre Maria Maddalena dell’Incarnazione che morì nel giorno di tutti i santi Francescani 29 novembre nel VI centenario delle stimmate del Santo e nello stesso tempo a conferma del passaggio del suo Ordine all’interno della grande famiglia agostiniana, attraverso il venerabile Bartolomeo Giuseppe Menochio minutante di Pio VII, il quale fu amico del futuro beato Stefano Bellesini (1774-1840), che amava farlo incontrare con i suoi novizi. Siamo quindi certe che la nostra Madre venne a conoscere e, forse, a pregare, questa Madonna (lei la cui anima era profondamente mariana).

Così vediamo anche in questa Madonna di stampo agostiniana un piccolo segno della vicinanza e della protezione da parte della nostra Beata e del venerabile Bartolomeo Menochio. Possa così questa Vergine portare aiuto e consiglio a noi e tutti quelli che la pregheranno.

L'ultimo e terzo segno riguarda una storia più recente. Ho avuto la sorte di conoscere Carlo Acutis e sua madre, mentre ero a Monza. Per quelle coincidenze che solo Dio permette, ero stata ispiritata a realizzare, in coincidenza con l'anno Eucaristico del 2005 indetto dal Santo Padre ( allora Giovanni Paolo II) una rassegna di indagini sui miracoli eucaristici traendone un insegnamento teologico- pastorale ( successivamente queste conferenze rivolte ai laici associati all'Ordine, divennero un libriccino in occasione del Congresso Eucaristico di Ancona 2011 - Tracce del Mistero - ed Velar).
Tali conferenze pubblicate da un sito Internet furono notate da Carlo che, proprio in quegli anni, era occupato nella realizzazione di una Mostra sui miracoli Eucaristici (quella che tutti noi oggi conosciamo). Fu così che proprio verso la fine del 2005 ricevetti una telefonata dalla madre di Carlo, Antonia, la quale mi raccontò di quel figlio così strano e così religioso (nonostante la sua tiepidezza riguardo alla fede). Mi fece allora parlare con Carlo il quale mi rivolse alcune domande, soprattutto sui miracoli eucaristici esteri dei quali avevo parlato. Seguirono una serie di scambi di e-mail e di telefonate ( io ero in clausura papale in quel momento) fino a quando ricevemmo la chiamata di Antonia che Carlo stava male. I suoi amici, tantissimi, vennero nella nostra chiesa (quella delle Sacramentine di Monza) a pregare giorno e notte. Io stessa vegliai con loro la notte precedente la morte di Carlo. Quando morì nessuna di noi poteva sospettare la storia che ne sarebbe seguita. Nonostante i contatti tenuti, specie i primi anni dopo la morte di Carlo ( fino a circa il 2010/2011), con Antonia non mi venne mai in mente di chiederle una reliquia. Nel 2023, grazie all'amicizia con il primo miracolato da Carlo, Antonio Nicolosi, e dietro al desiderio della stessa madre di Carlo, Antonia, facemmo formalmente la richiesta.
Ebbene, la reliquia di Carlo ci è giunta esattamente il giovedì santo di questo 2024, quasi un dono nel dono. Le amicizie tessute da Dio continuano anche in Cielo. I santi e i beati sono vivi tra noi, come Carlo, Maddalena e il venerabile Bartolomeo.